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Intossicazione da botulino, morte 38 mucche: l'azienda riparte grazie ai colleghi

Alla Cascina Rezzano di Pralboino morte 38 mucche per un'intossicazione da botulino: ma l'azienda ripartirà grazie ai regali dei colleghi agricoltori

Foo d'archivio

Una gara di solidarietà per salvare lo storico allevamento di vacche della Cascina Rezzano di Pralboino, gestito da Gianpaolo Zani e dalla moglie Lia Petrelli: si sono mobilitati agricoltori e allevatori di quasi tutte le province lombarde, per quella che di fatto è stata una “raccolta mucche” che ha permesso ai coniugi Zani di ripopolare la loro stalla.

Una mandria di mucche sterminate dal botulino

Delle 41 mucche (da latte) presenti e produttive alla metà di novembre, ne sono rimaste in vita infatti soltanto tre: le altre sono state letteralmente sterminate da un'intossicazione di botulismo, malattia causata dal batterio botulino che si sarebbe sviluppato all'interno di una partita di mangime avariata.

Al suo interno, infatti, si sarebbe sviluppata una catena batteriologica a base di Clostridium botulinum, forse dovuta alla presenza di tracce di animali morti. Gli accertamenti sono stati comunque affidati ai veterinari di Ats e all'Istituto zooprofilattico di Brescia: non v'è dubbio, comunque, sulla causa delle morte.

Il grande regalo dei colleghi agricoltori

Le mucche sono state in parte soppresse, per limitare la loro sofferenza, mentre altre sono decedute da sole, soffocate dal morbo letale. Il danno economico presunto sfiorava i 100mila euro: da qui il grido d'aiuto di Zani e moglie, che rischiavano di chiudere i battenti per sempre. 

Ma non è andata così, almeno stavolta: come detto, grazie alla mobilitazione dei “colleghi” (dalle province di Brescia, Bergamo, Cremona, Mantova e Lodi) alla Cascina Rezzano sono state donate una cinquantina di vacche. E adesso si riparte.

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