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Bella ma difettosa: nel Bresciano 6.000 carte d'identità elettroniche da sostituire

Allarme rosso prima delle vacanze. Tutti i Comuni bresciani coinvolti

Bella e sicuramente comoda, di certo più costosa (più o meno il doppio della vecchia versione cartacea) e finalmente al passo coi tempi, un “modello” che lentamente andrà a sostituire la carta d'itentità cartacea che è tale e quale (provare per credere) ormai da più di 40 anni, insomma dagli anni '70.

Si tratta della carta d'identità elettronica (nota anche come Cie) che sta lentamente soppiantando la sua vetusta collega: sono tanti, tantissimi i Comuni anche bresciani che ormai non "producono" più le versioni cartacee, ma propongono e rinnovano solo quelle elettroniche.

Ben venga, finalmente dicevamo (costi in aumento a parte): ma in questi giorni la delizia potrebbe trasformarsi di nuovo in croce, perché dal ministero dell'Interno con apposita circolare fanno sapere che dall'ottobre 2017 al febbraio di quest'anno sarebbero state emesse quasi 300mila Cie difettose.

Nel dettaglio, sono carte d'identità elettroniche il cui difetto sta nel chip, dove è stata registrata una data di emissione diversa da quella invece corretta e che viene riportata sul fronte del documento plastificato. Ma che succede? Il rischio concreto è che un controllo “tecnologico” alla frontiera o in aeroporto, nei viaggi per i Paesi dove non serve il passaporto, potrebbe far emergere un “malfunzionamento” che significherebbe fermi tutti, si torna indietro.

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