I profughi sono un capro espiatorio, dopo le bombe carta arrivano i pogrom

L'editoriale

A causa di una martellante propaganda razzista, utilizzata per mietere consensi e raccogliere milioni di "like", in Italia è passato il concetto che la gravità di un reato dipenda dal colore della pelle. L'ultimo esempio sono le bombe carta fatte esplodere davanti all'abitazione del sindaco di Collebeato, la cui unica colpa è quella di non avere colpe, se non quella di ospitare nel proprio paese una comunità di richiedenti asilo. 

Un profugo nei giorni scorsi ha dato in escandescenze, dopo essersi ubriacato a seguito della morte dell'unica figlia. Auto danneggiate, passanti minacciati. Qualche neofascista (o neonazista, fate voi) ha deciso che la soluzione fosse attaccare il primo cittadino, facendo esplodere due ordigni nottetempo. Per fortuna non ci sono stati feriti.

"Nessuno ci tutela, allora ci facciamo giustizia da soli" è il discorso, più o meno pubblico, di chi giustifica blitz punitivi e atti intimidatori. Innanzitutto, la violenza non può essere mai giustificata, mentre l'unica spiegazione di questi atti è il chiaro movente razzista, dato che sono compiuti solo ed esclusivamente contro chi non è italiano: migranti, profughi, rom, la lista è lunghissima. A Roma, un giovane di 24 anni, Luca Sacchi, è stato ucciso con un colpo di pistola alla testa. Per l'omicidio sono stati arresti due ragazzi del posto: riuscite a immaginare cosa sarebbe successo se fossero stati due africani? Riuscite a immaginare le urla in televisione (e i post su Facebook) di tanti politici contro l'invasione?

Secondo il Viminale dell'allora ministro Matteo Salvini, i dati trimestrali raccolti al 31 marzo 2019 descrivono un'Italia che, se raffrontata con lo stesso periodo 2018, vede diminuire i reati del 9,2%, con omicidi, violenze sessuali e tentati omicidi in picchiata del 15%. Non c'è nessun allarme sicurezza, dunque (e la fonte, lo stesso Matteo Salvini, non può essere tacciata di 'buonismo'). Ma a forza di gridare contro l'invasione, si è creato un capro espiatorio che porta su di sé tutti i mali della nostra malandata Italia, il cui grande problema non sono di certo i migranti, ma la sua economia in declino da 20 anni, a causa di deficit strutturali del tessuto industriale (PMI contro multinazionali) e di una classe dirigente inetta e spesso corrotta.

Un capro espiatorio mostra una facile (ma terribile) via d'uscita a una serie di problemi complessi. E' una vecchia strategia politica: serve per attirare grande consenso, serve per raggiungere il potere. I suoi frutti sono l'imbarbarimento della società, le spedizioni punitive, le guerre tra poveri. A Collebeato, i suoi frutti sono state le bombe carta e le svastiche sui muri. E' ora che i politici abbassino i toni, per rincorrere il consenso non tutto può essere lecito: o dobbiamo aspettare che tornino i pogrom?

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