Tumori, i dati che fanno paura: aumentano i casi tra gli adolescenti

I dati sullo stato di salute dei bresciani diffusi dall'Ats.

Foto d'archivio

Dal 1999 al 2015 l'Ats ha registrato 115.729 casi di tumore in tutta la Provincia: la media è di 6800 all'anno. Il numero delle diagnosi sale, e ci si ammala molto di più rispetto a 20 anni, soprattutto in città: nel periodo preso in esame, solo a Brescia, sono stati riscontrati 12.122 tumori nelle donne (7 % in più degli 11.343 attesti) e 12.696 negli uomini (+ 3.6%). Questo lo stato di salute della popolazione della città, stando ai dati diffusi dall'Ats durante un convegno aperto a tutta la cittadinanza.

"Il numero di casi di tumore aumenta anche perché è diminuita la mortalità, grazie alle cure sempre più evolute e alle diagnosi precoci si sopravvive di più." ha precisato Michele Magoni, responsabile del settore epidemiologico dell’Ats. 

E i dati confermano: se le malattie oncologiche insieme alle patologie cardio-vascolari sono la principale causa dei decessi (sono rispettivamente all'origine del 31,2 % e del 32,1 % delle morti) è aumentata la speranza di vita: da 79,6 anni a 84,2 per le donne; da 71,1 a 77,9 per gli uomini. 

Non solo, è sceso il 'tasso di incidenza' relativo alle persone che si ammalano rispetto alla popolazione a rischio. Dai 903 casi di tumore ogni 100 mila uomini osservati nel 1999 si è arrivati a 647 del 2015. Più contenuta la diminuzione tra le donne (da 550 a 489).

Il tumore più diffuso è quello della mammella

Il tumore più diffuso è quello della mammella: sono 16.942 le diagnosi registrate e rappresentano il 31,7 %  delle malattie oncologiche della popolazione femminile nella nostra provincia. L’incidenza della patologia nell’Ats di Brescia risulta più alta che nel resto del Nord Italia: 170 casi ogni 100 mila persone contro i 162 delle altre regioni settentrionali. Le aree più colpite da questo tipo di cancro risultano essere la città e l’hinterland: +9% di carcinomi al seno rispetto al resto della provincia.

I dati del Sin Caffaro

Un quadro non certo rassicurante emerge dal quinto rapporto 'Sentieri' dell'Istituto superiore di sanità. L'indagine si è concentrata sulla popolazione residente nell'area del sito d'interesse nazionale 'Caffaro', cioè a Brescia, Castegnato e Passirano. I risultati evidenziano una maggiore incidenza dei tumori rispetto al resto del Nord- Ovest: nel periodo 2006 - 2013  sono la principale causa di morte e fanno innalzare il numero dei ricoveri. 

A preoccupare sono soprattutto i dati relativo all’incidenza delle patologie nei più piccoli. "Nel Sin Caffaro c’è una mortalità per tutti i tumori in eccesso in età adolescenziale" ha spiegato Amerigo Zona. Il rapporto evidenzia anche un eccesso di malattie oncologiche del sistema linfoemopoietico (leucemie, linfomi) nelle ragazze adolescenti, e un eccesso di ricoverati per leucemie, soprattutto linfoidi, nella fascia d'età tra 20-29 anni. 

Migliora invece il trend legato alle patologie che sono state direttamente correlate all'inquinamento da Pcb: melanoma, linfoma non Hodgkin e tumore della mammella. 

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