Domenica, 21 Luglio 2024
Attualità Crocifisso di Rosa / Via Pusterla

Sul colle del Cidneo è nato il Parco della Biodiversità

L'inniziativa è stta realizzata nel quadro del progetto "Un filo naturale"

A Brescia c’è un nuovo, vecchio parco. “Vecchio”, perché parliamo del bosco della Montagnola, fazzoletto verde collocato sul Cidneo che degrada verso via Pusterla. “Nuovo”, perché è qui che da poco è nato il Parco della Biodiversità, con lo scopo di facilitare la diffusione della biodiversità locale, l’assestamento degli habitat e la loro riqualificazione. L’iniziativa fa parte delle operazioni di incremento degli habitat della città previste dalla strategia di transizione climatica del Comune di Brescia, definita all’interno del progetto “Un Filo Naturale”, sostenuto da Fondazione Cariplo e da Regione Lombardia. Il progetto è stato condiviso con la Sovrintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio ed è stato realizzato grazie alle indicazioni del Settore Verde del Comune di Brescia, del Museo di Scienze Naturali e delle associazioni naturalistiche della città: Centro Studi Naturalistici Bresciani, Associazione Botanica Bresciana, Gruppo Ricerche Avifauna, Lipu, Amici dei Parchi.

La Montagnola rappresenta da sempre un polmone verde di particolare importanza per la città. Già nel 1948 aveva ospitato uno dei primi esempi di “forestazione urbana”, accogliendo più di 1500 giovani alberi, tra cui molti abeti e pini, e guadagnandosi il nome di “Pinetina”. Negli anni 2000, ha visto la realizzazione di un giardino botanico. Oggi, invece, il parco è stato sottoposto a un intervento di restoration ecology: l’evoluzione spontanea dell’ecosistema già presente in questo settore del Cidneo è stata assecondata rispettando la flora e la fauna e facilitandone la diffusione. Le specie poco pertinenti con la biodiversità locale sono state ridotte, senza però rimuoverne la biomassa legnosa, utilizzata per creare microhabitat per la fauna e per facilitare l’arricchimento delle sostanze organiche nei suoli.

Com'è il nuovo Parco della Biodiversità

Il parco è percorso da un suggestivo corso d’acqua avvolto da specie vegetali acquatiche, habitat per invertebrati e anfibi. Il tratto pianeggiante che si eleva dal bosco è caratterizzato da un punto panoramico contornato da carpini bianchi. Sulle pendici circostanti si trovano un carpineto e un castagneto; mentre sul fianco che digrada verso via Pusterla si trova una pineta popolata da pini neri, frutto del rimboschimento effettuato nel secolo scorso. La zona ospita anche un grande prato, che sarà sfalciato due volte l’anno - tarda primavera e autunno - per facilitare la diffusione degli impollinatori e la disseminazione delle specie erbacee tipiche dei prati da sfalcio. Qui sono stare inserite alcune specie erbacee caratteristiche dei prati degli ambienti aridi che circondano la città, habitat riconosciuti come prioritari dalla Comunità Europea e che oggi sono in via di estinzione. Inoltre, negli spazi di raccordo tra alberi e prati, sono state collocate delle pietraie che ricordano il terreno del cosiddetto “carso bresciano” - la zona che da Brescia si protende verso nord-est fino all'inizio della Val Sabbia e verso sud fino alla piana del fiume Chiese - e che ospitano quindi specie vegetali adatte a questo ambiente.

Il tutto è corredato da un percorso espositivo realizzato in collaborazione con i volontari dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Brescia e con quelli del Servizio Civile Universale 2023/2024, che spiega l’importanza delle foreste urbane nel contrastare i cambiamenti climatici. Il percorso, che permette di conoscere gli ecosistemi mostrando come si modificano a causa dei cambiamenti climatici, è stato inserito nell’offerta educativa del Museo di scienze naturali e del Parco delle Colline e potrà essere abbinato ai laboratori dedicati all’adattamento al cambiamento climatico progettati e realizzati nel quadro delle azioni di educazione previste dal progetto “Un Filo Naturale”.

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