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Rimandato il finanziamento per il tram di Brescia, ma la partita non è ancora chiusa

Il progetto presentato da palazzo Loggia non è tra quelli che hanno ottenuto le risorse del ministero dei trasporti. Ma il sindaco non si scoraggia.

Un tram che si chiama desiderio. Il titolo di una delle pièce che ha fatto la storia del Teatro del XX secolo sembra essere il più adeguato per riassumere la vicenda della rete tranviaria bresciana. Il progetto presentato da Palazzo Loggia è rimasto fuori dalla lista dei 17  che otterranno i finanziamenti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Non è una bocciatura, sia chiaro. Casomai un rinvio, non a settembre, ma ad aprile. Il progetto presentato dalla Loggia rientra infatti nella lista delle 11 opere che, prima di ottenere un finanziamento, necessitano di ulteriori chiarimenti ed integrazioni. Informazioni e documentazioni aggiuntive che dovranno essere inviate entro la fine di aprile.

La Loggia non ha nessuna intenzione di mollare e, anzi, rilancia. Due le strade aperte: presentare le integrazioni entro il 30 aprile per ottenere i fondi richiesti, che coprirebbero poco più del 50% del costo complessivo dell'opera (circa 450 milioni di euro), oppure cambiare del tutto strategia.

Una nuova opportunità è infatti fornita dal secondo avviso, che scade il primo giugno del 2020. In questa seconda tornata, il Governo metterà sul tavolo altri 2,3 miliardi di euro e la Loggia potrà chiedere, diversamente da quanto fatto in precedenza, la copertura totale delle spese, evitando così di mettere mano alle casse comunali. Un'opzione allettante che sembra anche essere la preferita, ma la decisione è tutt'altro che presa. 

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