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Cristina Giorgiana Vlad © Bresciatoday.it

Cristina Giorgiana Vlad © Bresciatoday.it

#ioapro, 50 colazioni al banco e ai tavolini: "Terrò aperto il mio bar ad oltranza"

Nessun controllo, per ora, e tanti clienti alla caffetteria Zerotrenta di Brescia, capofila - in città e provincia - della protesta #Ioapro

In tanti hanno cambiato idea all’ultimo, sfilandosi dall’iniziativa di disobbedienza ‘gentile’ al Dpcm. Cristina ha invece mantenuto fede alla parola data e ha aperto le porte a tutti coloro che volevano fare colazione al caldo, seduti ad un tavolo o al bancone del bar, nonostante sia proibito dal decreto e si rischino sanzioni.

La porta d’ingresso della Caffetteria 'Zerotrenta' di via XXV aprile a Brescia era letteralmente spalancata: non solo un invito ad entrare, ma una misura di ‘sicurezza’ per diminuire il rischio contagio e, come ci ha spiegato la 39enne barista, capofila della protesta #ioapro a Brescia, "riciclare costantemente l’aria". Cristina Giorgiana Vlad è una dei pochi esercenti bresciani (tra città e provincia sarebbero in tutto un ventina), che ha aderito senza remore all’iniziativa che sfida le norme in vigore per bar e ristoranti. E non si è affatto pentita della sua scelta.

“Tantissimi clienti, ma anche colleghi, mi stanno sostenendo: questa mattina sono passate 50 persone a fare colazione e solo due di loro hanno chiesto l’asporto. Addirittura è venuta una studentessa che abita a Iseo: mi ha raccontato che stava facendo il giro dei locali aperti in provincia per sostenere ciascuno di noi. Quella dei ristoratori non è l’unica categoria ad essere colpita dalle chiusure e dalla crisi: ci siamo tutti dentro ed è giusto sostenersi a vicenda. Gli incassi sono in linea con quelli del periodo precedente la pandemia: in questi mesi guadagnavo il 90% in meno, ma oggi ho già raggiunto il 50% degli introiti che avevo in una giornata ‘normale', prima della pandemia”.

Il sostegno non manca e nemmeno l’entusiasmo: nel breve tempo trascorso nel suo bar diverse persone sono entrate, manifestando la gioia di potersi finalmente sedere a consumare un caffè e scambiare qualche parola. Nonostante la prefettura avesse annunciato rigidi e capillari controlli nelle attività che nei giorni scorsi avevano esplicitamente aderito alla protesta, venerdì mattina nella caffetteria di via XXV Aprile non si è presentato nessun poliziotto o carabinieri e Cristina ha annunciato di volere tenere aperto anche nei prossimi giorni: “Vado avanti ad oltranza, sempre rispettando le opportune norme di sicurezza. Lavorare è un mio diritto, come è un dovere pagare le tasse che comunque continuano ad arrivare. E i ristori non sono affatto sufficienti a coprire tutte le spese: questo locale è la mia vita e la mia unica fonte di sostentamento.”

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