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Siamo la Terra dei Fuochi del Nord, ma i bresciani non ne possono più

L'editoriale

Domenica pomeriggio, 15mila persone sono scese in strada a Brescia per chiedere misure immediate per tutelare l'ambiente e una moratoria che blocchi l'apertura di nuove discariche. Una manifestazione sacrosanta, a cui hanno aderito decine di associazioni e di comitati; tantissimi anche i singoli cittadini che hanno voluto partecipare di propria iniziativa: "Io non faccio finta di niente" è stato, non per niente, uno degli slogan della protesta.

Senza il pericolo di esagerare, la nostra provincia si può considerare come la Terra dei Fuochi del Nord Italia. Dalla Caffaro al record nazionale di discariche a Montichiari, dalla terribile condizione del fiume Chiese tra nitrati agricoli e sversamenti abusivi (ricordate l'epidemia di polmonite?) alla "Collina dei Veleni" di Berzo Demo: l'elenco sarebbe lunghissimo e, purtroppo, sarebbe anche la sola punta dell'iceberg. Negli anni '60, '70 e '80 si è sotterrato davvero di tutto. I controlli non c'erano o erano risibili, la smodata avidità di tanti imprenditori ha chiuso loro gli occhi sui disastri che stavano provocando.

La grande partecipazione alla manifestazione di domenica sia ora un monito per tutti. Soprattutto per le forze politiche, sia per le amministrazioni locali sia per chi siede in consiglio regionale: se non ve ne importa nulla dell'ambiente e pensate solo ai soldi che ruotano intorno al business dei rifiuti, sappiate che adesso ci sono in ballo migliaia di voti. Da questo punto di vista, è triste pensare che i Verdi avanzano in tutta Europa (con percentuali anche oltre il 15% e con numerose esperienze di governo), mentre in Italia alle ultime Europee hanno raccolto la miseria di 600mila voti. Certo, è un'esperienza difficile da superare la guida di Alfonso Pecoraro Scanio, l'ex ministro del governo Prodi famoso soprattutto per aver portato all'estinzione parlamentare il suo partito (la nefasta adesione alla 'Sinistra Arcobaleno' nel 2008), per la risata durante i funerali delle vittima di Nassiriya e per le esternazioni riguardanti i suoi gusti sessuali. Certi personaggi politici, come ultimamente ci ha ricordato il ministro-meteora Danilo Toninelli, passano sì alla storia, ma dopo esserci entrati dalla porta sbagliata. Nella migliore delle ipotesi, è quella della satira.

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