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Maltempo in valle, paesi in ginocchio: 250 evacuati, danni per milioni di euro

Proseguono le operazioni di bonifica e messa in sicurezza

Il maltempo in serata e nella notte ha sferzato ancora la provincia bresciana: pioggia e vento, ma per lo meno ha risparmiato le zone già martoriate dalla violentissima alluvione - il dato definitivo: 187 mm di acqua in meno di due ore, e in un'area di pochi chilometri - che ha letteralmente travolto i paesi di Niardo e Braone, in Valcamonica. La conta dei danni è clamorosa: nella tarda serata di mercoledì è esondato il torrente Re, che passando proprio in mezzo ai paesi ha raggiunto strade, case e negozi. Anche la Strada statale 42 è rimasta chiusa fino al giorno successivo, poi riaperta giovedì con senso unico alternato.

Si stimano danni anche per milioni di euro. In tal senso Regione Lombardia ha già attivato tre "azioni" di pronto intervento del valore di circa 800mila euro. Sarebbero più di 250 gli sfollati a seguito dell'alluvione di mercoledì sera. A scopo precauzionale diverse persone rimangono evacuate, in particolare nell'area di Niardo. La Pro Loco annuncia che è stata attivata una raccolta fondi per sostenere le comunità colpite: informazioni sul portale GoFundMe.

Si lavora senza sosta

Proseguono senza sosta le operazioni per la rimozione dei detriti dal manto stradale, coordinate dai sindaci, dall'Ufficio territoriale regionale, dalla Provincia di Brescia e dai Vigili del Fuoco. Al momento non è stata ritenuta necessaria l'attivazione della Colonna mobile regionale della Protezione Civile, ma diversi gruppi stanno comunque già lavorando sul luogo del disastro. E' ancora interrotta la linea ferroviaria.

"Regione Lombardia - si legge in una nota - ha inoltre messo a disposizione di tecnici e amministratori un elicottero per un sorvolo delle zone a monte delle aree colpite, e sta supportando i Comuni nelle attività di competenza, anche per l'attuazione di interventi di difesa del suolo a tutela della pubblica incolumità".

Le foto dell'alluvione

Il passato che ritorna

Torna alla memoria il lontano (ma non troppo) 1987, quando per un'alluvione simile ci furono anche dei morti. Cosa è cambiato in questi 35 anni? Quali (e quanti) interventi sono stati fatti per prevenire i rischi da alluvione ed esondazione? Certo, si è trattato di un fenomeno eccezionale: amplificato da ulteriori circostanze (come il terreno molto secco, quasi impermeabile). Ma è successo, di nuovo, e potrebbe capitare ancora. Un episodio che rientra nel novero delle catastrofi sociali, in cui la responsabilità è anche umana.

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