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Animali Cazzago San Martino

Esche killer: così hanno ucciso Zoe e Bella, i cani della chef Nadia Vincenzi

Presentata una denuncia per minacce, maltrattamenti e uccisione di animali

“I cani abbaiavano, ma come fanno tutti i cani. Purtroppo ce l'avevano promesso, e così è stato. Abbiamo dei sospetti e dei testimoni, ma non posso dire altro. Ma questa è stata una cattiveria, una vigliaccata. Una sofferenza per noi, ma soprattutto per loro: li abbiamo trovati agonizzanti, da chissà quante ore in quelle condizioni”. E' la testimonianza di Nadia Vincenzi, una delle chef in rosa più apprezzate in Italia: da poche settimane ha riaperto il suo ristorante “Da Nadia”, nella nuova location (vista lago) di Clusane d'Iseo.

La testimonianza

Nadia Vincenzi abita pochi chilometri più in là, a Cazzago San Martino, in un quartiere residenziale dove ci sono tre villette a schiera e sei famiglie in tutto, con i giardini confinanti: la chef vive con la figlia Emanuela e le nipoti Asia (che ha 19 anni) e la piccola Sofia, che ne ha solo 9. In quel giardino scorrazzavano fino a poco fa due meravigliosi cani di razza corso, Bella (7 anni) e Zoe (la figlia, poco più di 2 anni). Le cagne sono entrambe morte dopo aver ingurgitato delle polpette avvelenate.

“Sono state avvelenate le sera – racconta ancora Vincenzi – e le abbiamo trovate agonizzanti la mattina, erano quasi in coma. Abbiamo chiamato subito la veterinaria, ma c'è stato poco da fare”. Bella e Zoe sono infatti morte, al termine di una lunga agonia. La piccola Sofia aveva portato i cani per la notte nel grande garage tutto per loro. Al mattino dopo, quando è andata a liberarli, ha trovato il garage in subbuglio, pieno di vomito blu: la piccola Zoe già morta e la mamma rantolante. La corsa al veterinario, come detto, è servita solo per avere la certezza (dagli esami del sangue) che si trattava di veleno, ingoiato con della carne trita. 

La denuncia

“Le abbiamo viste soffrire, stiamo soffrendo noi: mia figlia e le mie nipoti stanno male dal dolore – continua Nadia Vincenzi – e per questo non la lascio perdere, non la devono fare franca. Non è giusto per tutta la sofferenza che è stata provocata”. Nadia e figlia si sono ora rivolte all'avvocato romano Giada Bernardi, presidente della onlus “Zampe che danno una mano” e fondatrice dello studio legale GiustiziAnimale: è già stata presentata una denuncia per minacce, maltrattamenti e uccisione di animali con l'aggravante dei futili motivi.

“I responsabili – spiega il critico gastronomico Edoardo Raspelli, il primo a diffondere la notizia – corrono il rischio di essere condannati a due anni di prigione solo per l'uccisione di Bella e Zoe, oltre a quello che ravviserà il pubblico ministero. Ma è ancora troppo poco, perché gliel'avevano promesso, l'avevano ripetuto davanti ad altre persone: questi bastardi dei vostri cani ve li ammazziamo a badilate o con le polpette avvelenate”. E non sarebbe la prima volta che tra le villette del quartierino di Cazzago San Martino si registrano degli avvelenamenti: sarebbero già stati uccisi anche due cani lupo e un cucciolo maltese. 

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