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Fa troppo caldo, si rischia una strage: i volontari salvano migliaia di girini

Salvataggio in extremis per migliaia di girini di rospo smeraldino: rischiavano di morire sotto il sole in una pozza prosciugata

Tanti, tantissimi girini non ce l'hanno fatta: sono morti nelle pozzanghere prosciugate dal caldo e dal sole. Ma per tanti altri, a migliaia, la vita continua: questo grazie all'intervento congiunto dei volontari della Lac, la Lega per l'abolizione della caccia, e del Wwf Bergamo-Brescia. I girini a rischio si trovavano alle spalle di un cantiere di Lonato, non lontano dal centro commerciale Il Leone. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della Polizia Provinciale di Brescia.

Migliaia di girini di rospo smeraldino

Si tratta di migliaia di esemplari di rospo smeraldino (nome scientifico Bufotes balearicus), una specie protetta: “E' l'anfibio che più comunemente si trova nei nostri giardini – fa sapere la Lac – o spesso nei cantieri edili, essendo una specie pioniera, cioè che va ad occupare anche pozzanghere temporanee per la sua riproduzione. L'elevata mortalità dei girini, causata da precoce prosciugamento delle pozzanghere, viene controbilanciata da un elevato numero di uova”. Per la cronaca, la metamorfosi da girino a rospo avviene entro 40-60 giorni.

Recuperati e rilasciati in un fosso

“Dopo la segnalazione arrivata da una cittadina – spiegano dal Wwf – che ha notato i moltissimi girini intrappolati in due piccole pozze all'interno di un cantiere, i volontari si sono ritrovati sul posto con secchi e retini per il salvataggio dei girini. Migliaia di esemplari intrappolati e destinati a morire sono stati recuperati e rilasciati in un fosso nelle vicinanze, così ora sono liberi di metamorfosarsi per poi diventare ranocchi adulti”.

Il rospo smeraldino: specie protetta

Le operazioni di salvataggio, continua la Lac, sono proseguite per giorni e vanno avanti anche sabato mattina. Il rospo smeraldino è protetto dalla convenzione di Berna per la salvaguardia della fauna minore. Si nutre di insetti, lombrichi e tutto quello che riesce a catturare. Solitamente dopo il letargo invernale inizia la stagione degli accoppiamenti: i rospi si recano vicino ai luoghi di riproduzione, corsi d'acqua, stagni o anche pozze. Qui la femmina depone in acqua un cordone gelatinoso di uova, che vengono fecondate dal maschio e dalle quali usciranno girini di colore grigio-marrone, che si nutriranno di alghe e altri minuscoli materiali organici fino alla metamorfosi.

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