FeralpiSalò, coach Remondina: "Il nostro obiettivo sono i 40 punti"

Mister Remondina racconta il campionato nel momento più delicato. "Pensare di aver fatto qualcosa oggi sarebbe assurdo: nulla è ancora deciso. Arriviamo a quota 40 il prima possibile, poi il resto verrà. La Feralpi? Una società che farà strada..."

Salò. Gesticola a modo suo. Sorride quando sa che c’è un motivo per farlo. Ha compiuto un miracolo nella passata stagione, con il suo staff, riprendendo una squadra per mano e trascinandola verso una salvezza storica e da qualcuno inattesa. Facendo leva su quelli che sono i suoi credo: lavoro duro, martellante e dedizione massima. Quest’anno le cose vanno molto meglio “ma il vero miracolo lo faremo proprio salvandoci, avendo un gruppo molto più giovane”. Ecco una parte dell’intervista rilasciata da Gianmarco Remondina al quindicinale FeralpiSalò News.

Mister Remondina, 34 punti e zona play out a +9 quando mancano 8 partite. Numeri che dicono cosa?

“Che in questo campionato nulla è ancora deciso. Dobbiamo stare molto attenti e sul pezzo, perché se solo ci si illude, si allenta la presa si rischia di fare la fine dell’alpinista distratto: vede il rifugio e non presta più l’attenzione che merita la montagna rischiando di scivolare facendosi male… Prima le certezze, poi quello che verrà. Abbiamo due partite molto importanti che potrebbero avvicinarci alla matematica salvezza, l’unica cosa che conta”.

Dopo sei risultati utili, a Chiavari uno stop che può starci?

“Il nostro obiettivo è molto chiaro, raggiungere una salvezza tranquilla. E la serie positiva ci ha fatto mettere in cascina punti pesanti. Lo stop in Liguria è fisiologico. Una serie di risultati a catena come quelli inanellati da noi è difficile da mantenere, più fai bene e più è difficile, rischiando di affrontare con leggerezza e meno concentrazione i match a seguire. E così è stato, abbiamo affrontato un primo tempo contro avversari che giocavano come non ci capitava da un po’”.

La quota salvezza quale sarà?

“Teniamo focalizzato l’ obiettivo. Credo che potrebbero bastare 38 punti, ma per sicurezza puntiamo ai 40 punti”.

Raggiungerla a marzo sarebbe una gran cosa. Soprattutto per la squadra più giovane della Prima Divisione…

“Assolutamente sì, grazie al cambio radicale voluto dalla società. Mi ricordo che quest’estate alcuni nostri dirigenti ed osservatori mi dicevano che sarebbe servito un altro miracoli, proprio perché vedevano la squadra ricca di ragazzi acerbi, freschi, per certi versi immaturi. Ma lo dissi subito: col tempo, maturando e adattandosi ai ritmi di gare e allenamenti, saremmo migliorati perché la qualità c’era. Lo speravo. Sapevo che ci sarebbe stato da soffrire, cioè da subire delle sconfitte ma avremmo potuto fare bene. Sì, possiamo dire che sia stata la forza delle idee di un presidente lungimirante che ha capito cosa serviva alla squadra e alla società: un mix di giocatori esperti e di gioventù affamata. La politica giusta per la Lega Pro è senza dubbio quella marchiata Feralpi, che punta sui giovani i campo e a strutturarsi sempre più come società”. 

Domenica c’è l’AlbinoLeffe.

“Ricordiamoci che hanno 6 punti in meno, e hanno vinto a San Marino ieri, giocando in 10 per più di un’ora. Hanno alle spalle 10 anni di B e fino all’anno scorso giravano anche a noi giovani da valorizzare. Sarà dura”.

Capitolo tifosi: quest’anno le hanno dimostrato, dicendoglielo anche dopo il match con la Tritium, che sono molto contenti. Per avere nemmeno 4 anni, la FeralpiSalò porta più gente allo stadio di chi vanta anni di professionismo…

“Mi ricordo un episodio. Allenavo il Sassuolo, in C2 e andammo a vincere a Benevento 2-1. Il giorno dopo il tabellino della Gazzetta annotava ben 11 spettatori verdeneri… Erano i primi anni in cui gli emiliani si affacciavano con forza nel professionismo, ma la tradizione va coltivata e supportata da risultati e da una categoria importante, allora poi l’interesse sale. I nostri ragazzi sanno essere grandi. Ad esempio domenica a Chiavari erano quasi una trentina, ma ricordo trasferte ben più lontane in cui c’erano e non in pochi, come ad Andria, a Lanciano. Anche uno solo di loro per noi è un bene. Li ringrazio e sono molto grato ai nostri tifosi”.

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