La commozione era quasi naturale, non solo nella voce di Davide Possanzini ma pure in quella dei tanti amici, dei dirigenti della Cremonese, anche qualche cronista. Non che a Cremona Davide abbia lasciato un segno indelebile, poco meno di una stagione ma certo qualche gol pesante. I ricordi, quelli veri, sono rimasti a Brescia, dalla promozione in Serie A alle tante reti in biancazzurro, fino a quelli davvero amari del suo addio.
Ora il suo addio è definitivo, al calcio che ama, allo sport che più lo ha sostenuto. Lo ha detto in conferenza stampa, al centro sportivo di Cremona, una settimana dopo il suo rinnovo con i grigiorossi. Niente da fare, il ritiro era inevitabile. Il motivo? La salute. “Da circa due anni ho iniziato a sentire strane sensazioni – ha spiegato il Possa – ma finora era stato sempre tutto nella norma. Poi è successo tutto all’improvviso, durante le ultime visite mediche è emerso un nuovo problema”.
Una carriera non sempre fortunata, qualche acciacco e quel lungo infortunio che gli ha forse pregiudicato la Serie A. “Ho un problema al cuore – continua Possanzini – Devo per forza abbandonare. Mi ritiro a 36 anni, è un peccato perché io me ne sento addosso solo 22. Certo, mi dispiace, ma a questo punto è meglio così. Questa situazione si è trascinata fino a qui, senza che accadesse qualcosa di drammatico”.
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“Da giovane sognavo la nazionale – sospira – non ci sono arrivato. Ma ho avuto una carriera piena e soddisfacente. L’ho sempre detto, il calcio è la mia vita. Spero di poter restare nel settore, magari mi metto a fare il corso per allenatori”. Davide Possanzini lascia il calcio, e il pallone italiano perde un suo grande protagonista.










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