Tre punti d’oro: «Nel segno di Miriana». Il Brescia esce allo scoperto

“Che emozione una vittoria così”. Da Arcari a Maifredi la gioia della vittoria e del record, la dedica speciale alla piccola Miriana: “Sempre nei nostri cuori”. Il mese più difficile è cominciato con il piede giusto

La strepitosa parata di Arcari, un volo d'angelo che salva il risultato

“Abbiamo giocato mene. Il mio unico rammarico? Il risultato”. Giampiero Ventura commenta così la sconfitta esterna del suo Toro contro un grande Brescia, domenica pomeriggio proprio all’ora di pranzo. Un pranzo sicuramente indigesto per i Granata, e poco importa se loro hanno visto un’altra partita. Domenica pomeriggio, proprio all’ora di pranzo, il Brescia sembra aver definitivamente mostrato il suo vero volto, un volto da grande squadra, battendo un Torino in formissima e giocando una partita che vale davvero tanto, molto più dei tre punti.

“Tre punti d’oro – ha dichiarato Gigi Maifredi ai giornalisti – e una grande vittoria ottenuta con tanta forza di volontà e tanti sacrifici. E adesso dove possiamo arrivare.. se non perdiamo l’umiltà possiamo toglierci ancora qualche bella soddisfazione”. Il gol di Zambelli, nel segno di Miriana, la piccola bimba scomparsa prematuramente, a soli 5 anni. E il record di Arcari, dedicato alla bimba a cui gli stessi giocatori hanno ammesso di essere “molto legati”.

Michele Arcari sopra tutti, in Italia e in Europa. “Sono felicissimo, è una gioia immensa – dichiara il numero 1 biancoblu – E’ bellissimo sentirsi acclamato da tutto lo stadio: durante la partita avevo i brividi per i cori di questi tifosi”. Una partita da rifare, il prima possibile, la partita che inaugura nel migliore dei modi il mese più decisivo della stagione del Brescia, quel mese lì che “ci si gioca i playoff”.

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“Lo spirito che giorno dopo giorno cresce in questo gruppo è un elemento cardine per costruire qualcosa di grande. Lo abbiamo dimostrato, il Torino aveva 17 punti più di noi, siamo stati concreti e cinici. I ragazzi continuano a stupirmi sempre di più”. Alessandro Calori ha proprio ragione, il cammino del Brescia non è più così silenzioso.

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