Rally: un calvario, il Due Valli, che non piega Bonini

Il pilota scaligero, bresciano d'adozione, chiude al terzo posto di 2° Raggruppamento, al termine di un ultimo atto del tricolore, per auto storiche, costellato da problemi.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BresciaToday

Scorrendo la classifica finale del Rally Due Valli Historic il risultato, terzo in 2° Raggruppamento ed in classe 4/GTS/>2000, potrebbe trarre in inganno. Quanto vissuto da Simone Bonini durante lo scorso fine settimana, su quelle strade che lo han dato sportivamente alla luce, è stato un autentico banco di prova che ha messo in evidenza la tenacia e la determinazione di un pilota, deciso a salire ad ogni costo sulla pedana di arrivo. Un anno di lontananza dall'abitacolo della Porsche 911 RS si è fatto sentire tutto, con i distacchi che si facevano già importanti durante le prime battute dell'ultimo atto del CIRAS. Archiviato l'aperitivo della speciale spettacolo, Venerdì in serata, il bresciano, affiancato come di consueto da Dario Seminara alle note, inciampava sul primo passaggio a “Cà del Diaolo”. “Abbiamo preso con le pinze le due prime prove” – racconta Bonini – “perchè, dopo un anno esatto dall'ultimo rally, non volevamo strafare. Sulla terza avevamo iniziato a spingere ma, in un cambio strada dossato, la vettura si è alleggerita e siamo andati a toccare. Abbiamo strappato il paraurti anteriore ed abbiamo forato una gomma. Potevamo ripartire subito ma, per nostro errore di poca lucidità, abbiamo perso un sacco di tempo. Di certo non siamo partiti al meglio.” Usciti dalla prova con un ritardo che rasentava i sei minuti da Bertinotti, leader provvisorio di raggruppamento, ci si spostava direttamente al secondo giro, causa annullamento in serie delle speciali di “Santissima Trinità”, la quarta, e “Marcemigo”, la quinta. Deciso a ripartire con il piede giusto, cancellando una prima tornata complicato, il pilota della trazione posteriore di Stoccarda, presa in cura dalle sapienti mani di Guagliardo, tornava a calcare la “Roncà”, la quale voltava le spalle al bresciano. “Eravamo in progressione” – aggiunge Bonini – “ma, a metà speciale, si è rotto il cavo dell'acceleratore e ci siamo dovuti fermare. Come ai bei tempi, quando il rallysmo era avventura vera e propria, abbiamo usato i lacci delle scarpe di Dario per riuscire a completare la prova speciale, perdendo quasi quaranta minuti. Eravamo però decisi a non mollare e, visto che mancavano poche prove al termine, abbiamo stretto i denti e cercato di andare avanti.” Una classifica ormai compromessa non faceva demordere l'alfiere di Rally Team, caparbio nel non abbattersi di fronte alle avversità in un Due Valli che, di certo, non gli ha reso la vita facile. “Il terzo di raggruppamento è una magra consolazione” – conclude Bonini – “che non ripaga la sfortuna che abbiamo patito lungo tutta la giornata. Ci eravamo trovati bene con il nuovo assetto ma poi l'uscita e mille peripezie ci hanno deconcentrato. Grazie al team Guagliardo, molto professionale, puntuale e preciso. Grande esperienza e persone serie. Non possiamo dirci soddisfatti ma, di certo, faremo di tutto per cercare di riscattarci quanto prima possibile.”

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