“Vai a prendere le banane”, dalla panchina insulti razzisti a un ragazzino

L’episodio durante il match Elite under 17, giocato ad Adro, tra Franciacorta e Olginatese. La società di casa si è immediatamente scusata con il calciatore e con la dirigenza avversaria.

Razzismo sul campo da calcio, una piaga che affligge tutto il movimento e non solo i grandi club e i giocatori professionisti. L’ultimo episodio è accaduto pochi giorni fa e nella nostra provincia. Bersaglio di frasi e insulti a sfondo razziale un ragazzino di soli 15 anni di origine africana, ma nato e cresciuto nel Lecchese.

La vicenda avvenuta durante il match Elite Under 17 - giocato sabato allo stadio Comunale di Adro, tra i padroni di casa del Franciacorta Football club e l'Olginatese - ha ovviamente suscitato clamore (e non poco) anche se le società coinvolte hanno subito chiarito e minimizzato l’accaduto. Bersaglio degli insulti un più che talentuoso giocatore del club Lecchese, tanto da essere già entrato nel giro delle nazionali giovanili. 

Ragazzino insultato da un giocatore in panchina

Un avversario, che non era in campo ma seduto in panchina, lo avrebbe pesantemente offeso proprio per il colore della sua pelle. “Vai a prendere le banane” avrebbe detto il giovanissimo calciatore. Non solo: il mister del Franciacorta avrebbe poi aggiunto “Vai a prendere del potassio”. Questo è quanto ha raccontato un genitore di un altro giocatore dell’Olginatese in una lettera colma di indignazione e rabbia inviata, e pubblicata, dal settimanale Sprint e Sport.

Non sarebbe proprio andata così, a sentire i due club coinvolti nella spiacevolissima vicenda. Gli insulti ci sarebbero stati, ma non sarebbero stati così pesanti. Nessuno, a parte i due ragazzini coinvolti, avrebbe sentito nulla: né l'arbitro, né i dirigenti, nè gli allenatori di entrambe le squadre. Incassate le riprovevoli offese, il ragazzino avrebbe continuato a giocare, ma certo non più con la necessaria serenità e spensieratezza. 

La risposta dei club

“Delle frasi a sfondo razzista sono state dette, ma non sono quelle riportate dal genitore della squadra avversaria e il nostro allenatore non ha rincarato la dose in nessun modo - fa sapere il Franciacorta Football Club -. Il mister Igor Trocchia e il responsabile del settore giovanile Giovanni Brotto hanno subito cercato di scusarsi con il ragazzo, andando nello spogliatoio dell’Olginatese al termine del match, ma lui non ha voluto parlare con loro. Il giorno successivo la nostra società si è di nuovo confrontata con quella Lecchese per capire come fossero andate le cose realmente: anche loro confermano la nostra versione dai fatti. Sono comunque stati presi dei provvedimenti nei confronti del nostro giocatore - non in un'ottica punitiva ma educativa - perché episodi del genere vanno contro il codice etico del nostro club.”

“Non ci siamo accorti di nulla fino alla fine della gara - spiega Fabrizio Redaelli, responsabile del settore giovanile dell’Olginatese, a Leccotoday.it  - quando i rappresentanti e l’allenatore del Franciacorta sono venuti a chiedere scusa a un nostro giocatore che non ha voluto sentire ragioni, perché era troppo arrabbiato. Quindi ci siamo confrontanti con lui e ci ha riferito che aveva ricevuto delle frasi a sfondo razzista da parte di alcuni giocatori avversari. Non ci siamo mossi e abbiamo chiuso subito la vicenda, perché non volevamo turbare il ragazzo, che sta affrontando un bel percorso calcistico ed è già in nazionale dilettanti. Il genitore che ha scritto la lettera lo ha fatto a titolo personale e si assumerà le responsabilità di ciò che ha detto. Il Franciacorta ci ha dato tutto il supporto possibile e mi sembra che stiano cercando di rimediare nel migliore dei modi”.

Restano l’amarezza e la rabbia di quel ragazzino, ferito profondamente dalle offese ricevute: solo dopo aver fatto il suo dovere in campo e aver raggiunto la spogliatoio sarebbe scoppiato in lacrime, sfogandosi con i compagni di squadra. 

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