Peste, spagnola, ebola: le pandemie più terribili della storia dell’uomo

Centinaia di milioni di morti dalla notte dei tempi ad oggi: la (triste) cronaca della difficile convivenza tra uomo e natura. La peggiore di sempre: la peste bubbonica, con 200 milioni di morti

Stati Uniti, mascherine contro l'influenza spagnola. Anno 1918

Quasi un milione e 300mila contagi accertati nel mondo, lockdown generalizzati in decine di Paesi, più di 70mila morti di cui circa 16mila in Italia, e quasi il 60% di questi nella sola Lombardia: sono questi i numeri aggiornati al 6 aprile della pandemia da Covid-19 che sta mettendo in ginocchio il pianeta. Non è la prima, probabilmente non sarà l’ultima: nella storia dell’umanità, fin dalla notte dei tempi, si sono susseguite epidemie ancora più mortali di quella che stiamo vivendo oggi (su tutte, in tempi recenti, la terribile influenza spagnola: più di 50 milioni di morti). Vediamo quali sono le pandemie più note della storia, censite dal Corriere della Sera.

Peste di Giustiniano

Nemmeno questa è la prima, ma è una delle prime di cui abbiamo notizie abbastanza certe. Anticipata qualche secolo prima della Peste antonina, che fece almeno 5 milioni di morti, si stima che la Peste di Giustiniano abbia ucciso tra i 30 e i 50 milioni di persone, quindi dall’11 al 19% della popolazione mondiale, e in soli due anni (dal 541 al 542 dopo Cristo).

Peste nera

La tristemente celebre Peste nera, nota anche come peste bubbonica, flagellò il mondo (e soprattutto l’Europa) nel XIV secolo: in soli quattro anni, dal 1347 al 1351, pare abbia fatto morire circa 200 milioni di persone, il 30% della popolazione mondiale dell’epoca. Nei secoli dei secoli seguiranno ulteriori epidemie di peste: la Peste manzoniana, almeno 3 milioni di morti nel XVII secolo, e la terza grande epidemia di peste nel 1855, con 12 milioni di decessi. 

Vaiolo

Una malattia in realtà "risolta" solo nel XX secolo, a seguito della scoperta del vaccino (che è il primo della storia). Si stima che nel solo 1520 il vaiolo abbia di fatto ucciso ben 56 milioni di persone, pari all’11% della popolazione mondiale dell’epoca. Come per il Covid-19 (e per l’influenza), anche il vaiolo era causato da un virus: possiamo permetterci di usare il verbo passato perché l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato ufficialmente eradicata questa malattia nel 1980. L’ultimo caso diagnosticato risale al 1977, in Somalia.

Influenza spagnola

Anticipata da Febbre gialla e Febbre russa, che insieme portarono comunque oltre 1 milione e 100mila morti, l’influenza spagnola è ad oggi la pandemia più tremenda della storia recente, nonché una delle peggiori epidemie della storia dell’umanità. Cominciò a diffondersi nel pieno della Prima guerra mondiale: il contagio proseguirà per almeno due anni, con due differenti ondate (e la seconda ancora più violenta della prima). Responsabile della Spagnola è il virus A-H1N1, che è (più o meno) il virus dell’influenza che circola ancora oggi. Nota curiosa: venne chiamata “Influenza spagnola” perché l’unico Paese in cui era concesso parlarne (in tempi di guerra) era proprio la Spagna. Nonni e bisnonni se la ricordano ancora, nei racconti dei padri e degli avi: si stimano fino a 50 milioni di morti, pari a oltre il 3% della popolazione mondiale dell’epoca.

Aids

L’Aids è l’altrettanto tristemente celebre Sindrome da immunodeficienza acquisita: è conseguenza del virus dell’Hiv, le cui origini si perdono a circa un secolo fa ma che in realtà è stato scoperto e isolato solo negli anni ’80. Ad oggi non esiste ancora un vaccino, anche se ci sono delle cure un tempo impensabili. La malattia è relativamente sotto controllo, ma è una delle piaghe dei nostri tempi: si stima che in meno di quarant’anni abbia portato alla morte di oltre 35 milioni di persone (lo 0,7% della popolazione mondiale).

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Ebola

Il virus Ebola è subdolo e violentissimo, con un tasso di mortalità che si avvicina al 50% (due lo prendono, uno dei due muore). Fortunatamente (per l’umanità) esiste un vaccino, e fortunatamente (ma solo per noi occidentali) attualmente è confinato in Africa: provoca febbri emorragiche che come detto in un caso su due possono portare alla morte. Durante l’epidemia più violenta, tra il 2014 e il 2016, potrebbe aver provocato quasi 11 milioni e mezzo di morti. 
 

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