Travagliato: quando la natura vince. No alla discarica, sì al parco

Il Comune riesce ad espropriare il terreno contestato dell'ex cava Aquilini prima che le società, la Provinciao la Regione potessero autorizzarne la trasformazione. Dalla prossima primavera sarà un parco naturalistico

Niente discarica a Travagliato, e nuovo spazio al parco naturalistico di interesse comunale che verrà realizzato a partire dalla prossima primavera. Nell’area dell’ex cava Aquilini non si farà più la grande discarica di quasi 500mila metri cubi messa in progetto dalle due società proprietarie del terreno, la Agricola Rura e la Cerca: questa volta l’ha vinta il Comune, che con un abile e rapida mossa di esproprio e di trasformazione territoriale è riuscito a ottenere quello che in pochi avrebbero davvero sperato.

“Abbiamo ottenuto un risultato straordinario – racconta a BresciaToday il primo cittadino Daniele Buizza – sia per la tempestività con cui il Comune ha posto in essere gli atti modificativi della pianificazione urbanistica comunale sia per l’intuizione e la lungimiranza dell’azione stessa. Mai nessuno prima di noi aveva pensato allo strumento dell’esproprio previa approvazione di un progetto di interesse pubblico, una trasformazione urbanistica dell’area con approvazione del progetto di un parco naturalistico, un’opera di pubblica utilità”.

Non è stato facile, ci sono stati i ricorsi delle due società coinvolte, respinti ‘al volo’ dal Tar e dal Consiglio di Stato: l’oasi dell’ex cava Aquilini non si tocca, il parco si farà senza se e senza ma. Tra Natale e Capodanno la trascrizione del decreto di esproprio, e oggi il Comune è proprietario del sito contestato, dopo aver pagato circa 65mila euro per un’area dismessa ormai da più di 30 anni. Nella nostra breve intervista il sindaco Buizza non si dimentica dei suoi fedeli alleati in questa battaglia naturalistica, da Luca Serafini (segretario comunale) ad Angelo Manetti (dell’Ufficio Tecnico).

“La velocità con il quale il nostro Comune ha operato ha impedito alla Regione e alla Provincia di trasformare il buco in discarica, siamo arrivati prima della loro pianificazione. E a fianco della procedura d’esproprio un caso più unico che raro, l’annullamento della Valutazione di Impatto Ambientale che la Regione Lombardia aveva già rilasciato in senso positivo. Il suo annullamento ha permesso di liberare completamente il bene contestato”. Per la realizzazione del parco il bilancio triennale ha già messo a disposizione circa 600mila euro, per quello che da tempo è un luogo completamente rinaturalizzato e che presenta specie (soprattutto volatili) che nei dintorni ormai non si vedono più.

“Per prima cosa bisognerà mettere al sicuro il territorio dell’ex cava – continua il sindaco Buizza – realizzata negli anni ’60 non ha ancora le sponde in sicurezza, tanto che una parte è franata trascinando con sé una strada vicinale che dovrà essere ripristinata. In secondo luogo verranno effettuate operazioni di pulizia: abbiamo il bosco e l’oasi, abbiamo il sottobosco e alcune parti abbandonate che rendono difficoltoso il percorso. Ma come già anticipato, dalla prossima primavera sarà possibile esplorare il parco in fase di completamento”.

L’ex cava Aquilini si affiancherà dunque al vicino Lago degli Aironi, terreno di proprietà della Bettoni Spa dismesso da anni, e che ora nel suo specchio d’acqua può vantare la presenza di oche e cigni, oltre che gli aironi che danno il nome al laghetto. Con il tempo ripopolatosi anche di pesci, trasportati dai tanti volatili che fanno sosta qui durante le loro lunghissime trasmigrazioni. Il piccolo grande miracolo della natura, anche a Travagliato: “Abbiamo bisogno di recuperare gli spazi naturali e naturalistici, e queste aree ne sono la dimostrazione”.

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