Prevalle a Rifiuti Zero: «Tutela del territorio per un futuro sostenibile»

Dalla raccolta differenziata porta a porta da record, e in poco più di anno, fino al Pgt a consumo quasi azzerato e formato famiglia. Un progetto internazionale che passa anche dalla Provincia, e 56 Comuni in Italia

“Creare e mantenere la cultura e la sensibilità ambientale, e tutelare il territorio partendo da qualcosa con cui tutti abbiamo a che fare, tutti giorni dell’anno e per tutta la nostra vita: i rifiuti”. Comincia da qui la piccola grande avventura, il piccolo grande progetto del Comune di Prevalle che rispettando la strategia dei rifiuti zero punta al riciclaggio quasi totale dei rifiuti nei prossimi anni, con il raggiungimento (e il probabile superamento) della quota dell’80% entro la fine dell’attuale mandato di Amilcare Ziglioli.

Un sindaco che non nasconde la sua formazione ambientalista, e il suo passato nella Commissione Ecologia fin dagli anni ’90: “Il mio percorso di tutela del territorio viene da lontano, non è il solito parlare elettorale. Io sono convinto che uno degli elementi fondamentali per il benessere della comunità sia proprio la tutela e la preservazione del territorio. Chi ha attenzione per il territorio ha attenzione anche per le persone”.

Dopo aver rigettato un bando della Comunità Montana, il Comune di Prevalle ha di fatto abolito i cassonetti da tutto il territorio demaniale dal 4 aprile del 2011. Il Giornale di Brescia ha pubblicato i dati relativi alla raccolta differenziata nel 2009: in tutta la Provincia si producono oltre 750mila tonnellate di immondizia, con una media di oltre 1,5 kg a persona, al giorno. I Comuni più virtuosi ne riciclano oltre il 70%, a fronte di una media che non arriva al 44: a Prevalle, in poco più di un anno, si è arrivati al 71% (ottobre 2011) e si punta prima al 74% (gennaio 2012) e poi anche al 78% (nel 2013).

Un percorso lungo e complesso: “Abbiamo fatto un bando interno (vinto dalla Cauto, ndr), abbiamo poi lanciato una grande campagna di sensibilizzazione della popolazione, e azioni contemporanee di formazione e informazione, anche multilingue. Il nostro paese presenta un 20% abbondante di stranieri, volevamo che fosse tutto perfetto. Non potevamo rischiare che un progetto così rivoluzionario dal punto di vista sociale, culturale e ambientale potesse rivelarsi un flop. Abbiamo cominciato con il vetro, che nel 2010 si è aggiunto alla carta e alla plastica, poi siamo passati all’umido, che ritiriamo tre volte a settimana in estate e due volte in inverno, e all’indifferenziato, che ritiriamo una volta alla settimana”.

Insieme ai nuovi punti EcoGreen per la raccolta del verde e la consegna del compost, e a una gestione ottimizzata dell’isola ecologica. Il tutto nell’ambito di quel progetto internazionale richiamato dall’associazione Zero Waste, di cui Prevalle fa parte e che in Italia conta già 56 Comuni, assieme a paesi e città europee e mondiali come San Francisco, Goteborg, El Papiol (accanto a Barcellona) o Stati interi come il Galles. Ma oltre alla raccolta rifiuti c’è anche l’investimento nel fotovoltaico (su edifici pubblici e scuole) e una variante al Pgt che rispetta il territorio, ed è quasi un formato famiglia.

“Come molti paesi bresciani Prevalle ha subito una violenta e disordinata urbanizzazione dal 2000 ad oggi – continua Ziglioli – con una grande erosione del territorio. E un solo risultato: complessi vuoti, appartamenti mai venduti, residenze sfitte. Noi abbiamo proposto una variante al Pgt del 2008 concedendo costruzioni solo alle esigenze familiari, o al recupero dell’esistente, togliendo qualche limite ancora troppo rigido. Ma sempre rispettando l’ordine di tessuto urbano”. Di certo è un buon inizio, ma la strada è molto lunga: “Il territorio va salvaguardato, non si può continuare a devastarlo”.

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“Siamo veramente contenti delle nostre iniziative, siamo contenti di una popolazione che ha risposto in modo così positivo, una comunità intera che ha risposto alla grande, stranieri compresi. Spero che chi verrà dopo di me abbia la sensibilità giusta, e continui con questo progetto, per svilupparlo e migliorarlo. La tutela e la cultura del territorio devono essere propri degli amministratori, indipendentemente dal colore politico”.

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