Adro, arresto sindaco Lancini: "Hanno fatto male i loro conti"

Da Podenzano, nel Piacentino, il primo cittadino leghista torna all'attacco contro chi lo sta indagando per presunti appalti truccati in paese: "Pensavano di azzittirmi ma hanno sbagliato, ora tocca a noi"

Hanno sbagliato tiro, ma ora è il nostro turno. Se pensavano di azzittirmi, hanno fatto male i loro conti". Reduce da uno sciopero della fame di 17 giorni, sabato è arrivato a Podenzano (Piacenza) il sindaco di Adro.

Oscar Lancini, finito ai domiciliari dall'8 al 29 novembre per accuse da lui contestate con una lunga astensione dal cibo, durante la quale ha perso quasi 8 chili. Era stato scarcerato dopo 21 giorni ai domiciliari, come disposto dal Tribunale del Riesame che aveva annullato per un vizio procedurale l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Brescia Cesare Bonamartini.

La Lega Nord e i suoi cittadini - spiega un comunicato della lega di Piacenza - gli hanno manifestato piena solidarietà, arrivando a sfilare, in duemila, in paese, il 17 novembre scorso. "Anche il giudice nell'ordinanza di custodia cautelare ha dovuto scrivere che nessuno degli indagati ha tratto alcun profitto economico personale rispetto agli addebiti che mi sono stati mossi - ha detto Lancini - Hanno scritto che abbiamo attuato una procedura fuori legge per ottenere consenso elettorale. Ma quale consenso? Sono al termine del secondo mandato, anche volendo non potrò più ricandidarmi".

"La solidarietà della Lega Nord e dei cittadini mi ha dato grande carica e forza e ulteriore convinzione nell'andare avanti con la mia battaglia, contro ciò che stanno facendo non solo a me, ma anche ai 'miei' assessori, ai volontari, agli imprenditori del mio paese. Lo spirito di servizio di tanti che si adoperano per la nostra comunità è stato messo in dubbio e oggetto di attacchi. Questo è inaccettabile".

Da Podenzano, Lancini ha rilanciato la sua battaglia. "Se pensano di azzittirmi si sbagliano. Non è pensabile che oggi i sindaci vengano maltrattati dallo Stato. Pensiamo ad esempio all'assurdo meccanismo del patto di stabilità, che blocca risorse che sarebbero disponibili per garantire servizi alla nostra gente". Quanto alla Lega: "Spetta a noi cambiare le cose. Ma non è con il continuo compromesso che si ottengono risultati".

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