Mario Sberna nella bufera: "Niente diritti ai gay, una lobby di milionari"

Il parlamentare bresciano Mario Sberna (ex Scelta Civica) si scatena contro prostitute e omosessuali nel corso della trasmissione radiofonica La Zanzara. Accuse pesantissime alla comunità gay

Il parlamentare bresciano Mario Sberna, ex montiano di Scelta Civica e ora nel gruppo di Democrazia Solidale, si scaglia contro prostitute e omosessuali nel corso della sua ultima intervista, andata in onda per la Zanzara di Radio 24, noto programma radiofonico e dissacrante condotta da Giuseppe Cruciani e David Parenzo.

Sberna ci va tutt’altro che leggero: membro dell’associazione famiglie numerose e del forum delle associazioni familiari, da sempre si è dichiarato contro le unioni civili. Se la prende prima di tutto con il sindaco di Roma, Ignazio Marino, e sulle sue più recenti proposte: un quartiere a luci rosse, un registro per le unioni civili, anche omosessuali.

“Dovrebbe aiutare chi sta al freddo, invece di registrare i matrimoni gay. E il quartiere a luci rosse? Assurdo. La donna non serve a soddisfare in cambio di denaro le nostre paturnie. Chi va con le prostitute ha dei problemi, deve essere rieducato sul significato di donna e persona umana. E’ peggio di un animale”.

E questo è solo l’antipasto. Perché poi, trascinato dal momento, Sberna si scatena davvero. “Dietro ai gay c’è una lobby, lo sanno tutti – spiega – Hanno un grosso potere economico, sono tutti milionari. Basta guardarli per capire che sono pieni di soldi. E se vanno a New York a sposarsi è perché possono permetterselo”.

“Dovremmo aiutare chi ha davvero bisogno. I poveri non sono quelli che vanno sui giornali e in tv a gridare per i diritti. Ma quali diritti? Per i gay? Non scherziamo. C’è gente in mezzo alla strada da anni e se ne fregano tutti. E Scalfarotto (parlamentare omosessuale, ndr) lo porto a pedate nel sedere alla stazione Termini a guardare i poveri! Poi mi dirà qual è la vera priorità del Paese”.

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L’indignazione intanto corre veloce. Tra i bresciani si segnala lo sfogo di Luca Trentini, attivista omosessuale, militante per i diritti civili di gay, lesbiche e trans, già segretario nazionale dell’Arcigay. “Un delirio omofobico – scrive su Facebook – Sberna ha vomitato odio, ha avuto il coraggio di gridare una serie di porcherie, indegne anche per una bettola di paese”. 

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