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Marco Fenaroli e le primarie del centrosinistra, verso Brescia 2013

Lunga intervista all'ex segretario della Camera del Lavoro di Brescia, primo candidato ufficiale alle primarie del centrosinistra. Primi passi verso la costituzione di una vasta alleanza? "La politica solo come pratica sociale"

Alessandro Gatta 24 maggio 2012

Tutto è cominciato qualche tempo fa, qualche voce di troppo nei corridoi del sindacato, tanti sussurri e poche grida nei partiti del centrosinistra. Marco Fenaroli invece fa sul serio, e dopo l’investitura ufficiosa ecco la sua pubblica candidatura, la sua dichiarazione di disponibilità, il suo impegno in prima persona alla primarie di coalizione, in vista dell’appuntamento elettorale di Brescia 2013. In questi giorni è poi circolato un piccolo ‘manifesto’, una libera iniziativa in cui diversi esponenti dell’ala sinistra politica e sindacale bresciana hanno parlato di primarie, di scelte democratiche. “La loro è un’iniziativa autonoma ma allo stesso tempo una richiesta legittima – ci racconta proprio Marco Fenaroli – Io come loro sono convinto che le primarie siano uno strumento importante, e possano aiutarci a migliorare il modo di fare politica, possono dare vita alla costituzione di una vasta alleanza per un centrosinistra nuovo, convinto di poter cambiare le cose, innescando così un meccanismo di reciproca fiducia”.

Ma qualche velato malumore è già emerso, nei circoli e nelle piazze altre grida e altri sussurri, e il PD che  non vuole esporsi troppo ma che, fatti due conti, rischia di trovarsi di fronte alla replica di due precedenti importanti, vedi Milano e vedi adesso Genova. “Ognuno ha la sua storia politica – continua Fenaroli – anche io ho fatto la mia. Anni e decenni di impegno politico, sindacale e sociale, anni di piazza e di lavoro. Calcoli invece non ne ho fatti, e non ho intenzione di farne, credo solo di poter essere un utile ‘arnese’ che aiuti a tenere insieme e a coagulare forze che nel tempo si sono molto sedimentate. Credo che la mia esperienza, e la mia conoscenza della realtà anche sociale della città, maturata in tanti anni, possano dare una mano nel costruire un centrosinistra capace di governare davvero”.

“Non dobbiamo dimenticarci che a Brescia il cambio non sarà facile, non abbiamo una destra allo sbando come quella di Letizia Moratti, non dobbiamo dimenticarci della recente deriva della politica. Gli ultimi risultati elettorali parlano chiaro, tra volti nuovi e astensione, c’è bisogno che la politica si apra, e torni ad essere una pratica capace di coinvolgere, capace di ritrovare un rapporto diretto con la realtà sociale, con tutti quelli che la crisi la stanno pagando di più”. Non tutti sono convinti delle primarie di coalizione, spesse volte da Via del Risorgimento torna il richiamo al voto moderato. Ma Fenaroli è un estremista? “Questo mi fa sempre sorridere. Una volta mi dicevano che ero un ‘destro’, ora mi accusano di essere troppo ‘sinistro’. Io non sono un paracarro, le cose sono cambiate e sono cambiato anch’io. Ma forse c’è qualcun altro che è cambiato più di me”.

Quasi un appello all’unità delle varie forze progressiste, mentre la CGIL bresciana compie 120 anni, e si avvicina il 28 maggio, 38mo anniversario di quella strage maledetta. In Piazza Loggia arriverà Susanna Camusso, non mancherà nemmeno il ministro Cancellieri, c’è chi assicura la contestazione. “Io in piazza ci sono sempre stato, anche nel ’74. Siamo stati i primi a fare cordone dopo lo scoppio, abbiamo fatto scioperare anche chi allo sciopero non ha aderito. Sono passati tanti anni, e il palco del ricordo è sempre stato luogo di contestazioni, anche quando ero segretario della Camera del Lavoro. Spero che invece quel palco possa diventare un luogo di incontro e di ragionamento, anche da posizioni diverse non si deve mancare di rispetto a questa storia tragica. Dobbiamo essere in grado di dare una risposta compatta, una dimostrazione di forza e di unità, dobbiamo arrivare alla verità: se ce l’hanno fatta gli argentini, se ce l’hanno fatta gli spagnoli, anche noi dobbiamo lottare affinché il problema delle stragi diventi una priorità politica”.

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Non troppi mesi fa abbiamo pubblicato una prima proiezione delle primarie bresciane, due candidati e due outsider, un risultato ancora tutto da definire. “Prima che sia troppo tardi – conclude Fenaroli – dobbiamo renderci conto che la crisi della politica è conseguenza diretta del distacco dalla gente, dalla vita di tutti. A destra perché si è sempre negata la crisi, si sono fatti anni di falsa propaganda, sempre pronti a dire che eravamo fuori, che ce l’avevamo fatto. A sinistra invece in troppi si sono trovati in imbarazzo, nell’avere una precisa collocazione. La nostra deve essere una collocazione sociale, fatta non di antagonismo ma fatta di chiarezza e di sensibilità. Stiamo assistendo a un dramma sociale vero, e a tutti quelli che mi dicono che si sta bene ricordo che milioni di persone in Cassa Integrazione guadagnano al massimo 700 euro al mese. I problemi ci sono e vanno affrontati, questo dramma sociale non può e non deve continuare. La politica ha bisogno di nuova umiltà, la politica è un’arte solo se difende il sociale. Questo dobbiamo fare, questo è il compito del centrosinistra”.

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