La Lega in Piazza Loggia: “Ora basta, Brescia esige rispetto”

Sabato pomeriggio dalle 17 la manifestazione organizzata dalla segreteria provinciale e cittadina: comizi politici, dibattiti, la musica di Charlie Cinelli e una nuova proposta amministrativa: "La pazienza dei bresciani sta per finire"

La Lega Nord in Piazza Loggia, per la prima volta. Sabato pomeriggio dalle 17 sul palco della piazza più celebre di Brescia si alterneranno vari esponenti leghisti locali e nazionali, tra cui il segretario della Lega Lombarda Giancarlo Giorgetti, accompagnati dalla musica del cantautore bresciano Charlie Cinelli e da numerosi (queste le aspettative) simpatizzanti. Nella sede provinciale di Via Cefalonia la presentazione ufficiale: “Stiamo preparando una manifestazione dal carattere non solo regionale, ma anche nazionale – spiega il segretario provinciale di Brescia Stefano Borghesi  - Una manifestazione fortemente voluta per rispondere ai tristi episodi avvenuti nelle scorse settimane a Brescia”. Il riferimento palese è al presidio di Piazza Loggia, cominciato con il marocchino Issah sulla cupola della Loggia e conclusosi con l’aggressione alla direttrice di Tele Padania Aurora Lussana, episodi “che vanno condannati” e che “nulla hanno a che vedere con il rispetto delle regole e con la legalità”, tanto da poter essere definiti “atti criminali” e “insulti alla città”. “Brescia non si merita questi episodi – prosegue poi Borghesi – Non va bene rivendicare diritti che non si hanno in maniera violenta. La nostra è una ferma condanna contro un certo modo di pensare”.

Una manifestazione di questo tipo non corre il rischio di fomentare una situazione già critica, in cui la tensione è evidente? “Non faremo una manifestazione contro gli immigrati e contro l’immigrazione – sottolinea invece Matteo Rinaldi, segretario della Lega Nord cittadina – Il razzismo non c’entra proprio. Noi manifesteremo contro chi fa le cose impunemente, per ottenere diritti spesso solo asseriti. Ci sono persone impunite sia a livello civile che a livello penale, e danni ingenti che non sono stati e mai saranno pagati. I bresciani sono stufi”. In Piazza Loggia non ci sarà un corteo, per evitare altri disagi alla popolazione cittadina: poco prima dei comizi e del dibattito verrà inoltre deposta una corona ai caduti della strage del 28 maggio 1974, a cui seguirà un minuto di raccoglimento.

“Non ci sarà solo la protesta, ci saranno anche le proposte – continua Rinaldi – Brescia non è una città razzista, a Brescia gli immigrati hanno tanti diritti: il 75% del bilancio comunale per i servizi sociali è appannaggio di extracomunitari. L’altra guancia è stata porta tante volte, è ora di smetterla”. La proposta di cui si discute è ancora piuttosto oscura, ma pare si tratti di un nuovo modo di erogazione dei servizi alla persona, d’ora in poi direttamente legati al concetto di residenzialità. Lo spiega anche il Capogruppo leghista in Loggia Nicola Gallizioli: “Sarà una proposta amministrativa che di certo farà discutere ma che dopo Brescia farà da apripista a tutti i Comuni del Nord. Si basa sul principio di sussidiarietà e sul sacrosanto diritto di giustizia sociale, per cambiare dal basso i servizi sociali attualmente erogati”.

“La manifestazione si articolerà in quattro fasi – aggiunge ancora Gallizioli – E’ giusto innanzitutto dare riconoscimento ai caduti, poi ci sarà il dibattito e gli interventi (sabato ci saranno tutti gli eletti bresciani in Provincia, in Regione e in Parlamento, ndr), una fase interlocutoria in cui tutti insieme proveremo a dire ‘basta!’. Siamo stanchi di chi strumentalizza i diritti degli immigrati, siamo stanchi di quelli che usano la povera gente per un preciso significato politico“. La Lega in questo caso si riferisce ad associazioni come Diritti per Tutti, o al movimento legato al Magazzino 47, o al sindacato Cgil.

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“Stiamo combattendo una piccola battaglia per riappropriarsi di Brescia – conclude infine Matteo Micheli, coordinatore dei Giovani Padani – L’aggressione alla direttrice di Tele Padania è stato l’ennesimo episodio intollerabile. Lei e le sue amiche, due giovani padane, hanno rischiato tanto, sono state minacciate, insultate e picchiate. A loro tutta la nostra solidarietà”.

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