La Lega in piazza tra proposte e bilanci, Rinaldi: “Ampiamente soddisfatti”

Il segretario cittadino del Carroccio sulla manifestazione di sabato pomeriggio in Piazza Loggia, una protesta pacifica contro quella minoranza di extracomunitari "rumorosa e molesta" che "non rispetta le regole". Al via la petizione per "una nuova giustizia sociale"

Il capitolo Piazza Loggia è chiuso, per ora, ma le intenzioni sono chiare: “Siamo ampiamente soddisfatti di come è andata la cosa ma allo stesso tempo siamo anche stimolati a far meglio la prossima volta”. A parlare è Matteo Rinaldi, segretario cittadino della Lega Nord, che risponde con un sorriso alle critiche sulla scarsa presenza leghista alla manifestazione di sabato pomeriggio: “Era un sabato di luglio, la gente ha preferito andare al mare o al lago. E’ chiaro che la stessa manifestazione fatta ad ottobre avrebbe avuto un numero di presenze tre o quattro volte superiore. Sabato è stata la giornata più calda di tutta l’estate”. Ma di un bis se ne parlerà a settembre, ora tutte le energie “sono concentrate per la festa al Villaggio Sereno, dal 14 al 17 e dal 21 al 24 luglio”. Bilancio positivo?  “La manifestazione è andata benissimo, non ci sono stati incidenti nonostante il clima che si era creato per colpa di Forza Nuova ma soprattutto della sinistra antagonista. La cosa bella è che i bar hanno voluto tenere aperto, a differenza di quelle manifestazioni in cui devono chiudere se no succede il finimondo, la gente è rimasta tranquillamente appoggiata ai balconi perché sapeva che non rischiava assolutamente niente”.

Una manifestazione ricca di contenuti, di idee e di proposte: “Non è stata una manifestazione contro l’immigrazione o contro gli immigrati, il razzismo non c’entra assolutamente nulla. Noi protestiamo contro quella minoranza di extra comunitari molto rumorosa e molesta che pensa di venire qui a Brescia prevaricando e violando le regole, ricattando e sabotando, per ottenere diritti che il più delle volte in base alle leggi esistenti non gli spettano nemmeno. Le stesse cose, fatte da italiani, avrebbero conseguenze sia di carattere penale che di carattere civile. Questo modo di pensare non può essere assolutamente tollerato”. Qualche polemica per la frase del sindaco di Adro Oscar Lancini, ripresa da tutta la stampa locale: “Lui è un sindaco che dice semplicemente voglio il rispetto delle regole da parte di tutti, voglio difendere i miei costumi, le mie tradizioni e le mie usanze: se essere razzista vuol dire pretendere che come gli italiani anche gli extra comunitari rispettino le regole io mi dichiaro razzista. Solo se estrapolata dal suo contesto quella frase diventa una frase forte, in realtà è una frase molto normale, quasi banale, se mai una provocazione, ma molto costruttiva”.

“Noi chiediamo una condizione di parità, non chiediamo qualcosa in più a loro – prosegue Rinaldi – così come gli italiani sono obbligati a rispettare le regole anche loro devono essere obbligati a rispettare le regole”. Da qui la naturale prosecutio di questa protesta, la petizione popolare già anticipata qualche giorno fa: “Abbiamo già raccolto tante firme per cambiare lo Statuto del Comune, per fare in modo che le prestazioni di servizio alla persona, le prestazioni di servizio sociale, vengano d’ora in poi erogate prioritariamente in base al concetto di residenzialità. I residenti devono avere il privilegio e la priorità dell’accesso ai servizi del Comune. Stiamo parlando di una cosa epocale perché lo Statuto del Comune è l’atto più importante, come la Costituzione per il nostro Paese”.

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“Priorità al criterio della residenza, ma senza razzismo – conclude il segretario cittadino del Carroccio – Vogliamo riequilibrare una situazione che ad oggi è troppo sbilanciata a sfavore degli italiani. E’ un principio di giustizia sociale: il fatto che una persona abbia risieduto in un luogo almeno per qualche anno significa che ha contribuito al benessere collettivo di quella comunità”.

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