Lega d’estate, Matteo Salvini suona la carica: «Prima viene il Nord»

Alla festa gardesana della Lega Nord dopo Maroni anche Salvini, segretario nazionale del Carroccio. Con lui i leader della Lega bresciana, da Caparini a Marelli, e l'attacco a Roma, ai falsi invalidi, al Governo dei professori

La grande festa della Lega Nord a Manerba del Garda, un’intera circoscrizione, da Montichiari a Limone, e una serie di ospiti di caratura nazionale, e dopo la volta di Roberto Maroni (è passato venerdì) tocca a Matteo Salvini, mentre questa sera è di scena il locale, con Paolo Formentini e Silvia Razzi. Sul palco, per salutare i militanti e gli appassionati, ma anche i buongustai che non rinunciano a un po’ di polenta, i volti noti della Lega bresciana, Davide Caparini, Alessandro Marelli, Monica Zilioli e il citato Formentini, Alessandro Borghesi.

“Maroni e Salvini, due richiami più che notevoli – ci anticipa Caparini poco prima del comizio – era da anni che non vedevo un entusiasmo simile, una passione ritrovata e un incremento della partecipazione. Ma questo è lo spirito della festa popolare leghista, in un momento in cui c’è nuova voglia di contribuire, e lo dimostrano i tanti volontari dietro al bancone, i militanti che danno una mano, tutte le sere”. L’ospite d’onore è il segretario nazionale, presentato dal sindaco di Manerba Paolo Simoni, non certo “un leghista dell’ultima ora” che se la prende con il Governo tecnico dei professori, “che forse avrebbe potuto pensare a soluzioni più intelligenti, e non all’IMU, e all’ingiustizia fiscale”.

“Ci siamo cascati anche noi, qualcuno ha provato a fregarci ma abbiamo fatto pulizia – così esordisce Salvini – e siamo ripartiti più forti e compatti di prima. Siamo noi, i rompiscatole della Lega, quelli che si battono per eliminare i 70mila falsi invalidi, i forestali della Calabria, i dipendenti dell’INPS sempre in malattia. Prima il Nord non è più solo uno slogan, è una necessità. Puoi aiutare qualcuno per qualche anno, e non per intere generazioni! Se la Lombardia al netto ci perde 4mila euro per abitante, in Calabria ce ne guadagnano 3mila. E per fare un bel confronto basta prendere gli esempi di Trentino e Sicilia: secondo voi chi si comporta meglio?”.


Un comizio schierato e appassionato, giustamente provocatorio, “vorremmo che Lombardia, Veneto e Piemonte potessero tenersi i propri quattrini”, e ancora i ticket della sanità lombarda che cominciano pure dalle semplici ricette, e Formigoni “che se vuole continuare a governare deve fare quello che diciamo noi”. Fino all’epopea romana, i soldi dati al Sud “che neanche riesce a finire la Salerno-Reggio Calabria”, e l’ammissione di aver fallito, “anche se noi ci abbiamo provato con tutte le forze, ma a Roma sono tutti amici, sono tutti furbi”.

Poi la chiamata alle armi, in senso metaforico, “abbiamo bisogno di forzare la mano noi del Nord, anche con la disobbedienza, fiscale e civile”, perché la Lega governa in quasi 500 Comuni, e “se non ci muoviamo adesso non ci muoviamo più”. Intanto alla festa qualcuno ha fregato le bandiere, le ha fatte sparire e le ha strappate, “ma solo perché a Roma hanno paura”, e l’ultimo saluto anche ai cacciatori, pieno di applausi, perchè "la caccia è una sana e robusta tradizione, che non deve essere toccata”.

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