Desenzano, PD: "Per il depuratore è ora di decidere, in ballo 100 milioni di euro"

Foto di repertorio

Il circolo del Partito Democratico scende in campo sul tema depuratore. Dopo un lungo periodo di discussioni sul superamento della condotta sublacuale - che in caso di rottura causerebbe un disastro ambientale per tutto il Lago di Garda - e sulle soluzioni per una diversa gestione del collettamento delle acque reflue e della loro depurazione, per i Democratici "è arrivato il momento di stringere, per non perdere i finanziamenti già stanziati, sulla soluzione studiata dall’Università di Brescia senza avventurarsi in soluzioni fantasiose", si legge in una nota. 

Si tratta di un problema che riguarda innanzitutto la salute pubblica e la sopravvivenza di un sistema turistico che dà da vivere a migliaia di lavoratori: "Mentre il progetto sulla sponda veronese è ad uno stadio avanzato - continua la nota -, su quella bresciana siamo allo stato preliminare e la collocazione dei due depuratori del progetto elaborato dall’Università di Brescia ha portato a numerose contestazioni da parte di alcuni comitati cittadini, come Montichiari e Gavardo, attraversate dal fiume Chiese, nel cui letto entrerebbero le acque depurate".

I piddini ammettono che le collocazioni del depuratore potrebbero essere altre, non però lungo la sponda del lago e non troppo distanti da un corso d’acqua corrente. Qualcuno in queste settimane ha avanzato l’ipotesi che uno di questi depuratori possa essere ubicato a Desenzano, nella zona di Vaccarolo: "Questa soluzione è assolutamente improponibile - commenta ancora il Circolo Dem -, non tanto perchè si vuole preservare la città da questa opera, ma, affinchè svolga appieno le proprie funzioni, un depuratore deve poter scaricare le acque depurate in un corso d’acqua in movimento e non nel lago, dove le acque sono più ferme". 

Vaccarolo dista più di 10 km da un corso d’acqua che potrebbe rispecchiare queste caratteristiche: "Bando quindi alle soluzioni fantasiose, è il momento di stringere e di portare a compimento il progetto, prestando fiducia agli ingegneri che hanno studiato la questione e hanno ipotizzato quelle soluzioni, perchè il finanziamento di 100 milioni di euro ha una scadenza e, se gli organi preposti non decideranno a breve, il rischio è che venga perduto".

Secondo il Pd, questa sarebbe un’occasione mancata per tutto il Garda, perchè con quest’opera verrebbe immediatamente disinnescato il pericolo di una vera "bomba ecologica" e - inoltre - il nuovo collettamento non solo porterebbe beneficio per la messa in sicurezza del lago, ma potrebbe anche dare una definitiva risposta al problema degli scolmatori: "Oggi gli scolmatori sono la causa maggiore della pessima salute in cui versano le acque del Garda, in particolare a Desenzano - conclude il comunicato -. Con questa opera verrebbero quindi trovate le soluzioni a tre grandi problemi: innanzitutto la separazione delle acque bianche e nere, in secondo luogo il contenimento delle 'prime acque' per evitare allagamenti durante i temporali e, infine, si arriverebbe al ripristino della salubrità della acque anche in riva al lago".

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