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Matteo Rinaldi: “Bossi non si discute. Bossi è la Lega!”

Breve intervista al segretario cittadino della Lega Nord di Brescia, su Ponte di Legno e sulle correnti interne al partito: "Sono tutte strumentalizzazioni, la Lega è unica e indivisibile". Sulla Rizzi: "Innocente fino a prova contraria"

Alessandro Gatta 18 agosto 2011

Forse i tempi stanno cambiando, forse la crisi non solo economica del Belpaese ha intaccato le basi e le fondamenta della maggioranza. Tanto che anche in casa Lega Nord da qualche mese si vocifera della voglia di cambiamento, della base che non ci sta più, delle varie correnti e tendenze che secondo alcuni sono il primo auspicio di una futura scissione. E poi l’affare Monica Rizzi, che non tutti i leghisti hanno digerito: ne abbiamo parlato con Matteo Rinaldi, segretario cittadino della Lega Nord di Brescia.

Umberto Bossi a Ponte di Legno sembra aver spazzato via tutte le polemiche con i suoi interventi..

Il connubio tra Bossi e la Lega è indissolubile. La Lega è una, unica e indivisibile, e Bossi è il nostro leader, noi lo riconosciamo come tale. Tutte queste correnti sono in realtà delle strumentalizzazioni dei giornalisti, sono solo cose strumentali per seminare zizzania nel movimento. E’ chiaro che prima o poi arriverà per tutti il momento di passare la mano, ma Bossi è ancora lì e da lì non si muove. Ovviamente noi abbiamo stima anche di Calderoli, di Castelli.. tutta gente che ha le qualità e le capacità per essere leader. Però stiamo parlando di Umberto Bossi, che non è semplicemente il segretario, è la Lega! 20 anni fa ha detto cose che ai più parevano eretiche o trascendentali ma che invece poi si sono realizzate. La sua visione politica è rimasta immutata.

A qualcuno sembra aver dato fastidio la presenza di Monica Rizzi proprio accanto al Senatur durante il comizio di qualche giorno fa in Valcamonica..

Non ci vedo niente di male nel fatto che stesse proprio accanto a Bossi. Noi non possiamo essere garantisti solo quando ci conviene: sappiamo di questa inchiesta, ne parlano tutti i giornali, ma fino a prova contraria, per la nostra Costituzione e per il buonsenso, fino a che non ci sarà un’eventuale sentenza o condanna c’è sempre la presunzione di innocenza, che vale per tutti. Noi ci auguriamo che non succeda nulla, sperando che i fatti raccontati non siano veri. E’ un discorso di società civile e di civiltà del diritto: quando la magistratura si sarà espressa anche noi faremo le nostre debite valutazioni, in questo momento è ancora prematuro.

La stampa ormai considera il dossieraggio come un dato di fatto.

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La magistratura è l’organo deputato a fare chiarezza su queste cose e ad oggi non si è ancora espressa, né in modo né in un altro. Stiamo parlando di un presunto dossieraggio: usare l’aggettivo presunto è più che doveroso. Non c’è nulla di scandaloso nel vedere Monica Rizzi in parte a Bossi, è una libera cittadina come tutti. Se poi la magistratura e gli organi competenti decideranno diversamente, sulla base di elementi ancora da riscontrare, anche noi faremo le opportune considerazioni.

Matteo Rinaldi
lega nord

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