Brescia: i voti di PD e Lega in fuga verso il Movimento 5 Stelle

Nel Comune di Brescia, il PD tra i più colpiti dallo tsunami Beppe Grillo. Ma anche i Lumbard piangono: a questa tornata, il 30% dei loro sostenitori ha scelto il comico genovese

Beppe Grillo in un fotomontaggio con un foulard della Lega

E' il Partito Democratico, nella maggioranza dei casi, la realtà politica a subire il drenaggio di voti più consistente verso il Movimento 5 Stelle. Tra le principali città italiane, Brescia è tra quelle dove il fenomeno si fa più marcato.

A dirlo è un rapporto dell'Istituto Cattaneo che ha effettuato un'analisi dei flussi elettorali in alcune grandi città operando un confronto fra le elezioni per la Camera dei deputati del 2008 e del 2013.

"Nella maggioranza delle città considerate - si legge nello studio - il principale tributario è rappresentato dal Pd e questo vale soprattutto nel Centro-Nord: il flusso maggiore al M5s viene dal Pd a Torino, Brescia, Bologna, Firenze, Ancona; lo stesso vale per Napoli, ma non vale per le altre due città del Sud analizzate, Reggio Calabria e Catania".

Oltre a quello del Pd, spiega ancora l'Istituto Cattaneo, il "secondo contributo importante al M5s viene dalla Lega, soprattutto nelle zone 'bianche': a Brescia il 30% di coloro che hanno votato M5s è rappresentato da persone che avevano votato Lega Nord nel 2008 e questa percentuale è ancora superiore a Padova dove quasi la metà dei voti al M5s è di ex votanti Lega".

Il terzo partito a donare voti al M5s, invece, è rappresentato dall'Italia dei valori: "a Torino il 20% dei voti del M5s viene dall'Idv ma la tendenza è marcata anche a Brescia, Padova, Bologna, Ancona, e comunque visibile praticamente in tutte le città".

A queste tre realtà politiche, poi, va aggiunto il flusso che proviene "dalle estreme, sia di sinistra che di destra. Il flusso proveniente da elettori che avevano votato Sinistra arcobaleno e simili nel 2008 - osserva il Cattaneo - è tutto sommato facilmente comprensibile mentre in parte inattesi sono i flussi al M5s dall'area dell'estrema destra: si tratta di flussi di modesta entità in quanto provenienti da piccoli partiti, ma presenti in tutte le città".

Passando ai due principali partiti, emerge con chiarezza lo spostamento di ex-elettori Pd verso il M5s (flussi presenti dovunque). Più complesso è leggere il comportamento degli elettori del Popolo della libertà. I dati orientano verso una duplice interpretazione, differenziata fra Centro-nord e Sud: nel Centro-nord il Pdl non cede praticamente voti al M5s; nel Sud cede voti a Napoli (ma in misura nettamente inferiore al Pd), nettamente a Reggio Calabria, ma non a Catania.

Nel complesso il M5s ha sottratto molti voti al Pd, mentre ha inciso solo marginalmente (e solo nel Sud) sull'elettorato del Pdl. Partito che ha perso il numero maggiore di suffragi nel confronto fra le due elezioni: 6,3 milioni di voti in meno.

"Anche in questo caso - scrive l'Istituto Cattaneo - i dati evidenziano un duplice registro, che separa il Centro-Nord dal Sud. Nella prima zona i flussi evidenziano Scelta civica di Monti come area prioritaria di destinazione dei transfughi del Pdl. Questo vale in tutte le sei città del Centro-nord analizzate. Nel Sud invece è l'astensione la principale destinataria delle perdite del Pdl".

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