Paroli vs Del Bono: la campagna elettorale prende il via a Botticino

Alla Festa del PD il primo vero faccia a faccia sulle tematiche della città, in vista del lungo percorso elettorale che porterà Brescia a scegliere il nuovo sindaco, nella primavera del 2013. Primo round, nessun vincitore

Uno scontro tra titani, o almeno così doveva essere, il primo vero dibattito dal gusto elettorale tra Adriano Paroli ed Emilio Del Bono, in scena ieri sera sul palco principale della Festa Democratica della Valverde, tanto pubblico e tanta curiosità, un tema come le riforme istituzionali e poi il faccia a faccia tanto atteso, sui problemi e sul futuro della città, sulla gestione delle risorse, sulle tematiche che in questi ultimi tempi hanno ‘scaldato’ le pagine della cronaca locale.

Sul palco il PD al completo, Giorgio De Martin e Pietro Bisinella, e il giornalista e moderatore Massimo Lanzini, e le domande quasi di rito, sulla distanza ormai evidente tra politica e cittadini, sulla necessità di quelle riforme che in tanti ci chiedono, sulle nuove sfide che l’Italia dovrà affrontare, tra patto di stabilità e spending review. Ma su questo i due titani forse sembrano pure d’accordo, il Paese ha bisogno di “un grande senso di responsabilità”, il timore condiviso è quello di “una politica che non faccia più il suo mestiere”, per non parlare poi della “crisi industriale e manifatturiera”, del bisogno di una nuova governabilità, del diritto del cittadino “a scegliere davvero chi votare”.

Poi il vento cambia, l’aria si fa più frizzante, e si parla di Brescia, e dei bresciani. Del Bono parla di “gestioni comunali disastrose”, cita Catania, Palermo ma anche Parma, poi va all’attacco della giunta in carica, e parla delle priorità di una città come la nostra, “reinvestire nella spesa sociale e intervenire al più presto in quella che è una vera emergenza ambientale, una crisi di sostenibilità”, e rinunciare a quelle “spese folli” che bene non fanno, rinunciare al parcheggio sotto al Castello “che costerà almeno 25 milioni e si ripagherà in 38 anni solo se sarà pieno, 24 ore al giorno, a 2,50 euro all’ora”. Impossibile poi non citare San Polo, le torri e la Tintoretto, “20 milioni di euro spesi dal Comune e 20 milioni dalla Regione”, le famiglie da ricollocare, i conti da rifare.

“La nostra è una posizione che si è divaricata negli anni – continua Del Bono – e non può che essere così. Lo scontro è forte, i contrasti si sono acuiti. Viviamo in una piccola metropoli dove però a volte siamo costretti a chiudere le fontane, perché mancano i soldi per pagare l’acqua! Noi pensiamo a una città diversa, una città a misura d’uomo”. La risposta non si fa attendere, è chiaro, Paroli difende le scelte della sua giunta, “una città non può stare in piedi pensando di fare solo i servizi sociali”, e richiama all’ordine i presenti con i tagli ai dividendi di A2A, la riduzione dei trasferimenti dei soldi statali, il nuovo smacco della spending review che si porterà via altri tre milioni nel 2012 e quasi una decina nel 2013.

C’è pure la sede unica, “13 milioni che verranno sicuramente recuperati”, un’opera “pensata in autonomia” e che fa parte di un ampio progetto di “razionalizzazione della città, per crescere ancora, e per avvicinarci all’Europa”, e ancora il parcheggio sotto al Cidneo, su cui “spesso sono girate informazioni non adeguate” e che per il sindaco in carica “non è certo un problema, anzi, è necessario per la questione risorse, è necessario per la pedonalizzazione del centro storico”, e che insomma “non si può dire di no a qualsiasi cosa”.

Difendere allora “la tradizione positiva del nostro territorio”, e le torri che invece vanno buttate giù per forza perché “siamo arrivati al di sopra di ogni limite di tolleranza”, e ogni torre costa troppo, anno dopo anno. L’arbitro divide gli sfidanti, questa sera non si assegnano punti, non c’è né un vinto né un vincitore. Ma la campagna elettorale per Brescia 2013 stavolta è cominciata davvero.

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