A Brescia le primarie «aperte a tutti»: meglio tardi che mai?

Ieri pomeriggio l'annuncio 'ufficiale': coalizione compiuta, sette liste e al momento due candidati per le primarie del prossimo 14 aprile. Del Bono: "I più inclusivi possibile". Fenaroli: "Le chiediamo da un anno"

Foto © Christian Penocchio

Meglio tardi che mai, il coro unanime del popolo dei ‘sinistri’ alla repentina notizia che anche a Brescia ci saranno le primarie del centrosinistra, in vista delle amministrative del prossimo 26 e 27 maggio, anche se dal circolino di Via Risorgimento, tra un bianco da un euro e una patatina sul bancone, c’è chi sospirando già parla di “occasione mancata”. Ma la coalizione è compiuta, sette liste per “l’assalto alla Loggia” (i tempi sono proprio cambiati, una volta almeno si parlava di assalto al cielo), al momento di papabili candidati ce ne sono appena i due, i soliti noti, Emilio Del Bono e Marco Fenaroli.

Tutto è cominciato ieri pomeriggio con un tweet, firmato proprio Del Bono, che nel limite dei 140 caratteri recitava un manco troppo sommesso “tempo scaduto, chiedo la convocazione delle primarie per il 14 aprile”. Alle 17.30 una mail per la stampa che annunciava la conferenza di un’ora più tardi, per spiegarne le motivazioni e le modalità “dopo un faticoso percorso che da mesi tenta di costruire le condizioni politiche per una coalizione allargata”.

Partito Democratico e Al Lavoro con Brescia, Brescia con la Gente ed Ecologisti Reti Civiche, PSI Spirito Libero e Centro Democratico, oltre alla stessa Civica di Del Bono sulle orme della lista lombarda di Umberto Ambrosoli: “Abbiamo atteso e lavorato – ci racconta Del Bono – ma ora la coalizione è fatta. Primarie il 14 aprile a cui chiunque potrà partecipare, seguendo le regole precise che saranno redatte entro i primi del mese. Nessuno ora può inventarsi alibi, siamo stati i più inclusivi possibile. E ora posso dirlo, mi candido ufficialmente a guidare la coalizione, mi candido davvero per mandare finalmente a casa Adriano Paroli”.

A dire il vero tutto era cominciato un anno fa, come ci ricorda il primo candidato (almeno in ordine temporale) alle primarie del centrosinistra bresciano. “Sono contento che uno strumento essenziale per la democrazia venga utilizzato, anche se in extremis – ci spiega Marco Fenaroli – Il segno di un centrosinistra che si unisce e che lascia libera scelta ai cittadini, passo fondamentale per costruire e dare corpo al cambiamento. Il centrosinistra come unica alleanza politica che si apre alla gente, una coalizione unita ma plurale, perché l’unità va fatta soprattutto tra anime diverse. La democrazia partecipata è la chiave del nostro distinguerci dalla destra”.

Meglio tardi che mai? “Il Comitato Al Lavoro con Brescia le chiede da un anno proprio nella speranza di ripetere l’esperienza più che positiva che a Milano ha portato un sindaco come Giuliano Pisapia”. Fatte le primarie, ancora da fare le liste: senza Laura Castelletti, che con una mossa alla Bernardo Bertolucci ha deciso di “ballare da sola”, niente Francesco Onofri che senza mezzi termini ha parlato di “sistema chiuso e autoreferenziale che non potrà mai far volare alto nessun programma”.

Chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori. E chiudiamo con un altro tweet, stavolta firmato Luigi Lacquaniti novello deputato romano: “Finalmente anche il centrosinistra bresciano rompe gli indugi”.

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