Paroli dopo il comizio: «Brescia in buone mani, in queste mani resterà»

Il primo cittadino il giorno dopo la manifestazione che ha portato Silvio Berlusconi in Piazza Duomo: "I contestatori? Gente che non conosce la democrazia, e che non c'entra niente con la nostra città"

Una manifestazione a lui dedicata, anche se non tutti se ne sono accorti. Un po’ i quadri, un po’ i ministri, un po’ i contestatori e un po’ anche il comizio targato Silvio Berlusconi che di elezioni comunali praticamente non ha parlato. Ma Adriano Paroli sul palco è salito, la sua in qualche modo l’ha detta. “Una bellissima manifestazione – ci ha raccontato proprio il primo cittadino al termine della lunga giornata in Duomo – Peccato per i soliti immancabili guastatori, quelli che non capiscono cosa significhi la parola democrazia. In realtà non vorremmo mai abituarci, purtroppo invece ci siamo già abituati”.

In effetti di fischi se ne sono sentiti parecchi, praticamente ad ogni uscita pubblica dell’attuale maggioranza, 25 Aprile compreso. “Sembrano tanti, ma in realtà sono pochi – continua Paroli – Gente che non ha niente a che fare con la tradizione e la cultura di una città come Brescia. E che segue dei metodi, sicuramente discutibili”.

Una campagna elettorale che entra nel vivo, i sondaggio parlano di un vero testa a testa: 36 a 38 in termini percentuali, 45mila a 43mila in termini di voti potenziali, ipotizzando un 120mila circa di schede elettorali valide. Ma l’arrivo di Berlusconi può incidere? “Non so, e a dire il vero non credo. Quello che conta davvero è che i cittadini siano in grado di comprendere la nostra positività di proposta, contro il nullismo che viene dall’altra parte. Le critiche continue possono apparire efficaci, a forza di insultare magari qualcosa resta. Ma so che i bresciani sanno ragionare, e si ricorderanno di quello che abbiamo fatto e non di quello che dicono gli altri. Oggi la città è in buone mani, e in queste mani deve restare”.

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