ALBA: "Le amministrazioni locali rilevino le aziende chiuse"

Questa la proposta dell'Alleanza Lavoro Benicomuni Ambiente, che parteciperà attivamente anche alle prossime comunali cittadine

Alba (Alleanza Lavoro Benicomuni Ambiente) appoggerà alcune liste civiche alternative al centrosinistra alle prossime amministrative, compresa la città di Brescia. Il movimento, che sabato ha tenuto la sua assemblea nazionale a Firenze per discutere il tema 'Dopo il voto, affrontiamo il nuovo mondo', non comparirà però con il suo simbolo.

"Siamo qui per discutere una proposta di schieramento di forze contro la politica economica dell'Unione Europea - ha spiegato Guido Viale, economista, uno dei fondatori di Alba -. Intendiamo fare poi un'azione di stimolo di tutte le amministrazioni locali perché si assumano delle responsabilità nel sostenere questo rigetto delle politiche finanziarie e per sollecitarle alla riappropriazione dei servizi pubblici che invece stanno svendendo a piene mani. Chiederemo che le amministrazioni si assumano anche la responsabilità nel rilevare, perlomeno dal punto di vista giuridico, delle aziende chiuse o in via di chiusura. Naturalmente questo richiede la mobilitazione delle maestranze, delle università per il sapere tecnico, le associazioni civiche per quel che riguarda il territorio. Ma noi riteniamo che il sindaco e le amministrazioni locali, magari in consorzio, siano un agente fondamentale".

All'incontro, hanno preso parte, tra gli altri Paul Ginsborg, Carlo Freccero, Gianni Rinaldini, Roberto Musacchio. Il movimento si definisce "un nuovo soggetto politico, un laboratorio aperto ad altre realtà proprio per non riproporre la fisionomia dei partiti che hanno fallito". La leadership è collettiva e Alba guarda ai movimenti sul territorio "senza alcuna pretesa di rappresentarli perché loro si rappresentano benissimo da soli", ha sottolineato Marco Revelli. Il sistema dei partiti della Seconda Repubblica è nel suo complesso l'antagonista, per Alba.

Basta guardare, secondo Revelli, "all'indecente insensibilità dimostrata dai partiti dopo il voto". "I nomi che circolano, per esempio, per il Quirinale - ha aggiunto - sono uno schiaffo ai cittadini".

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