IMU, Germontani: aggravi per i Comuni con stime inaccettabili

Interrogazione urgente, Desenzano avrebbe dovuto riversare allo Stato oltre 4 mln di euro. Il decreto-legge modificato per evitare il rischio blocco della spesa corrente oggi e domani al Senato

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BresciaToday

“L’introduzione dell’Imu sta creando grandi difficoltà a moltissimi comuni con il rischio di contrazioni della spesa e di gravi ripercussioni sulla tenuta del sistema economico”. A dirlo è la senatrice Maria Ida Germontani, candidata sindaco a Desenzano del Garda con la lista civica “Desenzano che Passione”, che per avere chiarimenti sulle difficoltà interpretative e le incertezze emerse settimana scorsa ha presentato un'interrogazione urgente al ministro dell’Economia e delle Finanze, Mario Monti.

“I problemi – spiega – sorgono nell’attribuire valori nei bilanci programmatici dovuti al passaggio dall’Ici alla nuova imposta. Le differenze tra le stime del gettito Imu calcolate dai Comuni e già inserite nel bilancio 2012 e quelle calcolate dal Ministero in alcuni casi ammontano a cifre assolutamente inaccettabili e sorprendenti. Per quanto riguarda, il Comune di Desenzano, il differenziale tra Imu e Ici da riversare allo Stato ammonterebbe a 4 milioni 162 mila 376 euro. I calcoli del Ministero oltre ad apparire incomprensibili, considerato che l’Ici sulla prima casa certificata nel 2008 ammontava a un milione 192 mila 664 euro, costringerebbero il Comune di Desenzano a riversare allo Stato oltre 4 milioni di euro”.

Non appena saputo della tabella pubblicata su www.finanze.gov.it con gli importi stimati dal Dipartimento delle finanze del Ministero dell'economia e delle finanze per ciascun Comune, la Sen. ha presentato un'interrogazione. Durante l'iter il decreto-legge sulle semplificazioni fiscali, in discussione al Senato oggi e domani, è stato modificato chiarendo come la tabella già pubblicata non sia più cogente.

“Il Comune, quindi, - spiega la Sen. Germontani – non deve fare una variazione di bilancio perché ci saranno altre verifiche per la fine dell'anno quando il municipio potrà fornire l'importo reale e non una cifra stimata. In molti casi, infatti, il bilancio di previsione 2012 dei Comuni è stato approvato nel mese di marzo senza previsioni in entrata per trasferimenti dallo Stato, salvo i conguagli da effettuarsi dopo il versamento della prima rata ed i conteggi definitivi. Qualora confermata, la cifra del Ministero avrebbe significato per un Comune immediatamente bloccare qualunque spesa corrente per recuperare le somme richieste ed effettuare la obbligatoria variazione di bilancio”.

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