Cittadinanza onoraria a Liliana Segre: c'è speranza anche per i politici italiani

L'editoriale

Il parlamento italiano è diviso in tre schieramenti politici: il nulla, rappresentato dal Partito Democratico; l'incompetenza, il cui indiscusso portavoce è il Movimento 5 Stelle; l'inciviltà, tratto principale della Lega. Lo scorso ottobre, proprio le truppe di Salvini - insieme a Fratelli d’Italia e Forza Italia - erano state protagoniste dell'ennesima, triste pagina della nostra Repubblica, rifiutandosi di votare l'istituzione della commissione Segre contro odio, razzismo e antisemitismo. Qualcuno aveva persino levato proteste e accuse di violazione della libertà d'espressione: la libertà di insultare in base al colore delle pelle e all'appartenenza religiosa. Non c'è che dire: ci vuole coraggio per permettersi certe uscite contro una superstite dell'Olocausto. Chapeau.

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Per fortuna non siamo a Macondo, la celebre città del "realismo magico" marqueziano: nel Belpaese c'è redenzione per tutti, anche per i nostri politici. Va dunque applaudito il sindaco di Lonato Roberto Tardani, espressione di una coalizione di centrodestra (lumbard inclusi), che ha deciso di conferire la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita, accogliendo l’invito del presidente della sezione Anpi, Carlo Susara. "Vogliamo rendere omaggio al suo straordinario impegno di testimone che ha saputo trasformare la sua terribile esperienza personale in un momento di riflessione collettiva - scrive il primo cittadino -. La nostra città può orgogliosamente dichiararsi estranea a fenomeni di razzismo, di discriminazione, di intolleranza che sempre più di frequente trovano sfogo in certe frange limitate della società".

Parole che sono un raggio di luce, soprattutto per chi, da quelle parti, spesso non fa altro che fomentare la paura e minimizzare le ripetute aggressioni verbali nei confronti del "diverso". Forse c'è una speranza di normalità anche per l'Italia che, come sempre, dà il suo meglio nelle amministrazioni locali.

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