Mario Rossi diventa Abdul, FN: "Cambiateci la cittadinanza"

Manifestazione del partito di estrema destra durante un convegno organizzato in città dalla Cisl, contro "l'ipocrisia delle politiche che ritengono indispensabile investire milioni di euro per recuperare in mare e mantenere schiere di immigrati"

Erano una ventina i militanti di Forza Nuova che, sabato pomeriggio, si sono presentati davanti alla sede bresciana della Cisl, in via Altipiano d’Asiago, durante l’incontro a tema immigrazione promosso dal sindacato, esponendo alcune "carte d’identità" in formato XL.

Sui documenti erano barrati in rosso i dati di un "Mario Rossi" diventato "Mohamed Abdul", il cui il cambio di cittadinanza, da italiana a pakistana, era accompagnato anche da un denigratorio cambio di professione: da "precario" a "mantenuto".

Nel volantino distribuito all’esterno, il gruppo di estrema destra spiega così le motivazioni del gesto: "Governo e sindacati, favorendo e incentivando gli sbarchi clandestini, sono a nostro avviso i primi responsabili delle conseguenze che le ondate migratorie (circa 100 mila arrivi al mese) determinano sul nostro tessuto sociale, già approdato a picchi critici, come nel caso del 40% di nati stranieri nel comune di Brescia, dato che sale addirittura in certe aree della provincia (49% a Chiari)".

FN non risparmia critiche alla prefettura, definita "succube del potere centrale e opposto alle istituzioni locali elette". La richiesta di acquisire una cittadinanza straniera in luogo di quella italiana "vuole quindi sottolineare l’ipocrisia delle politiche governative, comunitarie e sindacali, che ritengono indispensabile investire milioni di euro per recuperare in mare e mantenere a nostre spese schiere di immigrati – serbatoio di nuovi elettori e tesserati –, dimenticando invece di tendere una mano a disoccupati, precari ed esodati italiani, evidentemente meno accattivanti dal punto di vista politico".

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Per Forza Nuova, dunque, non è indispensabile "investire milioni di euro per recuperare in mare" le migliaia di persone che, ogni mese, rischiano di ampliare quello sterminato cimitero che è diventato il Mediterraneo. Negli ultimi 20 anni, i profughi morti o dispersi in acqua sarebbero almeno 20.000, 20.000 anime su cui si è deciso di non investire (meglio il mattone, che dà rendite sicure). Ognuno ha le sue opinioni, ma alcune puzzano di fascismo, un'ideologia piccolo-borghese nata come espressione dei ceti medi travolti dalla crisi postbellica di inizio Novecento. Siamo allo stesso punto di allora. Se la nave affonda, prima il portafoglio, poi le donne e i bambini.

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