Approvata in Comune la delibera per “defascistizzare” i luoghi pubblici

Approvata anche a Brescia la delibera che prevede il diniego di autorizzazioni all'utilizzo di sale, spazi e aree pubbliche a organizzazioni e movimenti dichiaratamente neofascisti o intolleranti

Niente più spazi e aree pubbliche né tanto meno autorizzazioni all'utilizzo di sale di proprietà comunale per gruppi, associazioni, partiti e movimenti che in qualche modo si richiamano a ideologie neofasciste, neonaziste, razziste e xenofobe, discriminatorie e intolleranti: questo quanto prevede la delibera di giunta approvata in Loggia martedì mattina.

Il documento dovrà essere discusso nell'apposita Commissione, così da diventare parte integrante del regolamento: comunque non dovrebbero esserci ostacoli, e il testo potrebbe diventare “legge” in tempi brevi, ovviamente a seguito di passaggio "obbligato" in consiglio comunale.

Non è un'esclusiva del Comune di Brescia: negli ultimi mesi, complici anche i numerosi fatti di cronaca, sono diversi i municipi italiani che hanno approvato una delibera simile, in cui appunto – in attesa di conoscere il testo definitivo di quella bresciana – che le domande per l'occupazione di spazi e aree pubbliche dovranno contenere “specifica dichiarazione” con cui il richiedente si impegna a rispettare e a riconoscere i dettami della Costituzione, tra cui appunto l'antifascismo.

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