Abc: «un secco no alla manovra di governo»

"Non sogno gli enti locali, in particolare quelli del Nord Italia - si legge in una lettera inviata al Ministro Gelmini - la causa del debito dello Stato"

L'Associazione comuni bresciani ha organizzato un incontro straordinario in cui discutere e analizzare la manovra di governo emanata d’urgenza per contrastare la crisi. Erano presenti, oltre al presidente Emanuele Vezzola, il vice Michele Orlando, i sindaci della provincia di Brescia ed esponenti delle comunità montane,  l'assessore provinciale Aristide Peli e il vicesindaco del capoluogo Fabio Rolfi.

"Chiediamo un tavolo di sei mesi per discutere più approfonditamente dei temi, poi potremo riparlarne con il Paese", ha dichiarato Vezzola "Chiediamo inoltre di svincolare i residui passivi sui conti investimenti che darebbero soldi alle imprese e tasse allo Stato". Michele Orlando ha presentato invece una proposta per i comuni sotto i cinquemila abitanti, a rischio estinzione: "In Europa hanno mantenuto i comuni ma hanno accorpato diverse funzioni".

Alla fine è stato stilato un documento condiviso da inviare al ministro Mariastella Gelmini e ai parlamentari bresciani. Nel documento viene respinta la falsa attribuzione del debito statale ai comuni: "Non sogno gli enti locali, in particolare quelli del Nord Italia, la causa del debito dello Stato". Quindi, è "indispensabile precisare i criteri di virtuosità degli enti, così come bisogna che i criteri valgano per tutti, regioni a statuto autonomo comprese ed in ogni parte del paese, in particolare al Sud dove gravi e tante sono le sacche di spreco e dove, ancora in molti casi, il posto di lavoro pubblico è vissuto come una forma di assistenzialismo e non come risposta alle esigenze organizzative dei vari servizi e compiti istituzionali".

Fabio Rolfi ha voluto andare oltre: "anticipiamo di un anno l'autonomia degli enti soprattutto sulla responsabilità fiscale e tributaria, solo così si possono eliminare da subito gli sprechi". Mentre per Aristide Peli, quello dei comuni bresciani è l’esatto contrario della politica romana: "ci sono amministratori che non prendono nemmeno un euro per il lavoro che fanno, non si può chiedere sacrifici sempre agli stessi". 

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