Coronavirus: cassa integrazione in deroga, al via le domande in Lombardia

Da qualche giorno è possibile presentare in Lombardia le domande di cassa integrazione in deroga a seguito dell’emergenza Coronavirus: ecco come fare

E’ possibile ormai da qualche giorno, dal 1 aprile scorso, presentare in Lombardia le domande di Cassa integrazione (Cig) in deroga a seguito dell’emergenza Covid-19. Lo sportello è ovviamente rivolto alle imprese: i datori di lavoro, anche mediante i loro consulenti delegati, possono presentare la domanda collegandosi direttamente al sito gefo.servizirl.it/dgformazione.

Come presentare domanda: tutte le informazioni

Le domande di cassa integrazione, ricordiamo, dovranno essere presentate esclusivamente alla Regione Lombardia e non all’Inps. Per ulteriori informazioni e chiarimenti sulle procedure per la cassa integrazione, il Pirellone ha attivato anche un numero verde: per interventi di assistenza tecnica o informazioni in ordine all’uso della procedura online è possibile rivolgersi via mail a assistenzaweb@regione.lombardia.it oppure contattare il numero verde 800 131151. Per informazioni e chiarimenti di altro tipo è possibile comunque consultare il sito web istituzionale della regione, oppure scrivere una mail all’indirizzo CIGD-COVID19@Regione.Lombardia.it

Cassa integrazione in Lombardia

Per quanto riguarda la cassa integrazione e la cassa integrazione in deroga a favore delle imprese lombarde, già ai primi di marzo la Regione aveva stanziato fondi per 135 milioni di euro. Attraverso l’accordo del 9 marzo con le parti sociali, gli ammortizzatori in deroga sono stati resi disponibili con effetto retroattivo, al 23 febbraio, e ovviamente coordinati con i provvedimenti governativi, in particolare il decreto Cura Italia.

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“Il nostro obiettivo – aveva dichiarato l’assessore regionale al Lavoro Melania Rizzoli – è quello di estendere a tutti i lavoratori strumenti che garantiscano l’erogazione di indennità sostitutive del reddito che viene a mancare a causa della riduzione delle attività economiche. In altre parole, vogliamo aiutare le imprese a sospendere i rapporti di lavoro anziché procedere con i licenziamenti”.
 

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