Il Coronavirus spiegato ai bambini

Una guida curiosa e divertente per spiegare ai bambini che cos'è il coronavirus: il racconto degli gnomi del Giocabosco

Certo non è una favola, ma si legge come se lo fosse, o quasi: di sicuro è un modo ben diverso dal solito per parlare del nuovo coronavirus, il Covid19 che ha scatenato tanta apprensione anche tra i bresciani (anche se ad oggi c'è un solo caso accertato). Per spiegare di cosa si tratta ai più piccoli, e come va affrontato, stavolta ci pensa lo Gnomo Gelsomino, uno dei protagonisti del Giocabosco di Gavardo, un parco (anzi, un bosco) aperto nel 2005 e che da allora accoglie bambini e ragazzi per attività di educazione ambientale (e non solo) attraverso la fantasia.

Lo Gnomo Gelsomino

“Oggi ti parlo di una cosa che non si vede ma esiste”: comincia così il racconto dello Gnomo Gelsomino. “Hai mai visto uno gnomo? Uno gnomo vero, piccolo e veloce che corre nel bosco? Magari non l'hai mai visto, ma c'è. E l'aria? L’hai sentita sulla faccia, hai sentito il suo odore, ma vederla no, non l’hai mai vista. Potrei raccontarti di tante cose che ti dicono che esistono, ma non le vedrai mai con i tuoi occhi, ma non ora. Il Gran Consiglio degli Gnomi mi ha dato un compito importante, spiegarti una cosa che è arrivata in Italia e fa tanta paura ai grandi, ma che nessuno di noi ha mai visto. Non è un fantasma. E’ arrivato nel nostro paese un virus, ha un nome importante che avrai sicuramente sentito, si chiama Coronavirus”.

Bambini non abbiate paura

“E' arrivato dalla Cina – continua lo Gnomo Gelsomino – non si sa bene come, non lo so neanche io per certo, probabilmente trasportato da una persona che attraverso uno starnuto l’ha passato a qualcun altro. Ecco perché fa così paura, perché non si vede, ma può passare da una persona all’altra. Te ne parlo, perché non voglio che tu abbia paura, ma è giusto che tu sappia quello che sta succedendo e come ti devi comportare. Proprio per evitare che questo virus se ne vada in giro e faccia ammalare troppe persone, sei a casa da scuola. Hanno chiuso molti dei posti dove tante persone si incontrano, proprio perché si ammalino meno persone possibili. Le zone dove ci sono gli ammalati di Coronavirus sono state chiuse, cioè nessuno può andarci o uscire, per tenere in trappola il virus, per non farlo uscire fuori. Quasi tutte le persone che si ammalano poi guariscono, quindi stai tranquillo”.

La Gnoma Camomilla

Non c'è solo Gelsomino che parla ai bambini, ma c'è anche la Gnoma Camomilla: esperta di piante e rimedi curativi, una sorta di infermiera del bosco. E' lei che raccoglie (e racconta) il vademecum delle cose da fare, dedicato ai più piccoli:

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  • Portare pazienza per questo grande sacrificio di non andare a scuola per un pò di tempo!!!
  • Lavarsi le mani un po' meglio del solito. Mentre lo fanno digli di ripete la loro filastrocca preferita fino in fondo.
  • Insegna ai bambini questo nuovo modo buffo di tossire e starnutire. Sicuramente sono bambini educati e quando starnutiscono mettono la mano alla bocca. Ma no, non va più bene. Digli che devono imparare a starnutire nel gomito. Glielo spieghi tu il perché? Anzi no, meglio che lo spiego io. Se starnutisci coprendoti con la mano, poi devi subito lavarti e non sempre è possibile. Invece se lo fai nel gomito, le mani restano pulite e poi la bocca viene coperta meglio dal gomito rispetto alla tua manina.
  • Ricordagli che non si mettono le mani in bocca, questo è importante sempre per la loro salute.

Giocare, giocare e ancora giocare

Un ultimo appunto, ancora a firma dello Gnomo Gelsomino: non chiudete in casa i bambini, ma lasciateli giocare. “Ho un'altra cosa da dirti ora che sai tutto del virus – dice Gelsomino – Avrai molto tempo libero in questi giorni, se sei fortunato hai anche pochi compiti. Non sprecare le giornate davanti a Tv e tablet, ci sono cose bellissime da fare. Puoi leggere e costruire libri, cucinare biscotti, dipingere un quadro, fare giardinaggio, costruire case con scatoloni e se ti mancano le idee te le suggerisco io. Quando sarai grande ti ricorderai di questa vacanza inaspettata e spero che anche grazie a me, il tuo ricordo non sarà pieno di paura”.

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