Clima, la Lombardia si candida per ospitare la conferenza Onu del 2020

Votata all'unanimità una dichiarazione congiunta di sollecitazione al Governo per l'emanazione dei decreti sull'end of waste.

L'Osservatorio per l'economia circolare e la transizione energetica ha confermato il proprio sostegno alla candidatura lombarda alla 'COP26', la Conferenza Onu sul clima del 2020. La conferma arriva a margine del Tavolo di lavoro presieduto dall'assessore all'Ambiente e Clima che ha riunito a Palazzo Lombardia oltre 50 soggetti delle categorie, economiche, scientifiche e rappresentative del territorio regionale.

"Un incontro positivo - ha detto l'assessore - segno di un lavoro in atto che sta dando risultati concreti, tenendo conto di come i cambiamenti climatici stanno trasformando i sistemi economici definendo anche nuovi equilibri globali". supportando la proposta della Regione Lombardia di ospitarla nel territorio lombardo. È quanto emerso ".

I lavori del Tavolo hanno messo a tema alcuni punti cruciali su cui Regione Lombardia sta lavorando per promuovere la sostenibilità e la tutela dell'ambiente. In particolare è stata votata all'unanimità una dichiarazione congiunta di sollecitazione al Governo per l'emanazione dei decreti sull'end of waste.

"Le attività di preparazione per il riutilizzo e di riciclo - ha aggiunto l'assessore - che consentono di trasformare rifiuti in nuovi prodotti sono fondamentali per realizzare interventi concreti di economia circolare. Perché ciò avvenga è però necessario che gli operatori possano essere autorizzati, nella piena tutela di ambiente e salute, alle operazioni di end of waste, comprese quelle innovative, che sono essenziali per lo sviluppo di nuove filiere di recupero dei materiali. È perciò necessario che il Governo adotti con urgenza misure di adeguamento della legge vigente per consentire il tempestivo rilascio delle autorizzazioni comportanti la cessazione della qualifica di rifiuto, anche caso per caso".

Nell'ambito dell'osservatorio è stato ricordato che questo indirizzo è previsto anche nella gerarchia di gestione dei rifiuti, in modo ulteriormente rafforzato dal 'pacchetto direttive economia circolare' (Direttiva UE 2018/851), che ha posto precisi obiettivi in merito per gli Stati membri.

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