Università e lavoro: ecco quanto guadagnano i laureati bresciani

Il nuovo University Report dell'Osservatorio Jobpricing: Brescia tra i cinque migliori atenei d'Italia per la crescita retributiva a lungo termine

Se laurearsi a Brescia fa bene, con dati record sull'occupazione dopo gli studi, quali sono invece le facoltà che “rendono” di più dal punto di vista retributivo? O meglio, qual è il percorso formativo che porterà poi a un'occupazione più redditizia o a uno stipendio più alto? I dati nazionali suggeriscono che le facoltà come Scienze biologiche o Scienze giuridiche garantiscono i migliori stipendi tra i 25 e i 34 anni di età, con Retribuzioni annue lorde (RAL) intorno ai 35mila euro contro i circa 30mila di facoltà come Ingegneria chimica o Ingegneria dei materiali. Ma gli ingegneri risalgono la china con il tempo: la maggior crescita retributiva infatti, una volta giunti alla maturità professionale, è associata a studi di Ingegneria, Chimica ed Economia con RAL medie che sfiorano i 61mila euro (e una crescita retributiva del 98,4%).

Sono questi i numeri che emergono dal nuovo University Report dell'Osservatorio Jobpricing, redatto in collaborazione con Spring Professional sul rapporto tra istruzione universitaria e successiva retribuzione. 

Titolo di studio e disoccupazione

Il rischio di disoccupazione è inversamente proporzionale al titolo di studio: Il tasso di disoccupazione fra coloro che non hanno titoli o arrivano al massimo alla licenza elementare (17,5%) è quasi 4 volte superiore a quello dei laureati (4,6%). Se si considerano invece coloro che hanno la licenza di scuola media inferiore (12,7%), la differenza con i laureati scende a circa 3 volte e a circa 2 volte per i diplomati (8,9%). Restringendo il campo ai giovani fra i 25 e 34 anni il tasso sale proporzionalmente per tutti, con una media generale che passa dal 9,8% al 14,5%. 

La laurea come antidoto alla disoccupazione

Dal 2008 ad oggi, la laurea si è dimostrata la “barricata” più solida per contrastare la crescente disoccupazione giovanile: Il numero di NEET (Not in Education, Employment or Training) in Italia è di circa un milione e 328mila persone dei quali, secondo ANPAL, l’89% non è in possesso di una laurea. Inoltre, secondo l’ultimo rapporto di Almalaurea, sebbene a un anno dalla laurea il tasso di disoccupazione non si discosti molto da quello medio nazionale per i giovani fra i 25 e i 34 anni (14,5%), a cinque anni dalla laurea si registra invece una marcata riduzione. 

Nello specifico, il tasso di disoccupazione scende al 6,5% per la laurea di primo livello, 6,8% per la laurea di secondo livello, 6,9% per la magistrale biennale e 7,2% per la magistrale a ciclo unico. Da notare, però, che il tasso di disoccupazione dei neolaureati ad un anno dal titolo è in costante riduzione dal 2012 in poi (dal 30 al 40 per cento in meno a seconda del tipo di laurea).

Quanto guadagnano i laureati

Le retribuzioni medie sono decisamente più basse per chi ha conseguito una laurea triennale (29.717€) rispetto a chi ha ottenuto una laurea magistrale (41.629€) o un master di primo o secondo livello (rispettivamente 41.242€ e 46.763€). Anche le prospettive di crescita retributiva durante la carriera sono più basse per una laurea triennale (25,8%) rispetto a quelle di una laurea magistrale (55%) o di un master (fino al 116,8%). Il motivo di tali differenze retributive è legato al fatto che con una laurea si ha una probabilità 4 volte superiore al diploma di diventare quadro o dirigente e, con un master, addirittura di 7 volte.

Le università che rendono di più

I laureati in atenei privati o nei politecnici hanno in media stipendi superiori rispetto a chi ha conseguito il diploma di laurea in università pubbliche (44.566 € di RAL per gli atenei privati; 42.707€ per i politecnici e 39.056 €per gli atenei pubblici). Chi si laurea al Nord ha in media una RAL superiore del 3% rispetto a chi si laurea al Centro e addirittura del 10% rispetto a chi si laurea al Sud o sulle isole.

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E a Brescia? L'Università di Brescia si piazza tra i cinque migliori atenei dove con il passare degli anni la crescita retributiva è più alta. Al primo posto l’Università Cattolica del Sacro Cuore con una crescita dell’83%, Segue l’Università commerciale Luigi Bocconi (74%), e all’ultimo gradino del podio Luiss Libera università internazionale degli studi sociali Guido Carli (73%). Al quarto posto troviamo l’Università degli studi di Verona (68%) e al quinto a pari merito l’Università degli studi di Bergamo e di Brescia (66%).

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