Progetto Torelli: 100mila nomi salvati dall'oblio grazie agli studenti bresciani

Si è conclusa la prima parte del Progetto Torelli, con la trascrizione dei primi 100mila nomi dei soldati del Risorgimento: proseguirà per cinque anni

Gli studenti del Progetto Torelli - Foto © Bresciatoday.it

“Se è impossibile si farà, se è possibile è già stato fatto”: parola di Luigi Torelli, storico fondatore e primo presidente (nel lontano 1870) della Società di Solferino e San Martino. A lui è stato intitolato il Progetto Torelli, davvero una missione (quasi) impossibile ma in parte già compiuta: gli studenti del Liceo Bagatta di Desenzano del Garda (una sesssantina di ragazzi) e del Liceo Gonzaga di Castiglione delle Stiviere (un'altra decina) hanno completato la prima parte del progetto, ovvero la trascrizione dei primi 100mila nomi dei soldati del Risorgimento italiano recuperati andando a “scavare” nelle oltre 6000 pagine dei registri delle dieci province lombarde (da Brescia a Milano, da Mantova a Sondrio) e di Padova e Verona.

Questo è il Progetto Torelli, che proseguirà da qui ai prossimi anni (almeno cinque, poi si vedrà): ridare nuova vita a tutti i 680mila soldati che hanno preso parte alla battaglie risorgimentali, tra il 1848 e il 1870, recuperati appunto dai detti registri provinciali (sono 140, custoditi a Milano) e trascritti dagli stessi studenti in formato digitale, poi riconsegnati alla memoria eterna in un database elettronico consultabile da tutti, e che (in forma ridotta, con le prime 100mila trascrizioni) è già online sul sito web della Società di Solferino e San Martino.

Progetto Torelli: i primi 100mila nomi

I ragazzi protagonisti della “raccolta”, della prima parte del mastodontico progetto, sono stati premiati all'Auditorium Celesti di Desenzano, in presenza degli insegnanti e degli amministratori comunali dei paesi coinvolti. A margine delle due scuole per ora interessate alla trascrizione, si segnalano infatti i contributi (anche economici) dei Comuni di Desenzano, Castiglione, Medole, Ponti sul Mincio, Pozzolengo, Sirmione e Solferino. Per l'occasione agli oltre 60 ragazzi è stata consegnata una “menzione d'onore”, la fedele riproduzione dei certificati che un secolo e mezzo fa vennero consegnati anche ai soldati “veri”, o alle famiglie dei soldati caduti in battaglia. Ma si sono meritati un premio anche gli insegnanti: a loro è stata regalata una piccola medaglia al “valor torelliano”.

Il futuro del Progetto Torelli

Tutto questo, che non è poco, come detto in realtà è soltanto l'inizio: negli anni a venire, coinvolgendo altre scuole (tra cui la conferma del Liceo Bagatta, che ha già rinnovato la sua disponibilità), l'obiettivo sarà quello di aggiungere anche i 580mila nomi mancanti dei soldati (dalla semplice recluta fino al più importante dei generali) che hanno preso parte alle battaglie, che come già per i primi 100mila attualmente si trovano solo nei 140 registri provinciali dell'archivio del Museo del Risorgimento di Milano, citati qualche riga fa. La missione (quasi) impossibile, dunque, è completare la trascrizione dei registri entro cinque anni

"La memoria di chi ha combattuto per l'Italia"

Nomi e cognomi, fa sapere la Società di Solferino e San Martino, che altro non sono che “la memoria storica di coloro che combatterono per l'Unità d'Italia: il Risorgimento potrà essere finalmente chiamato per nome”. E ancora: “Questi elenchi rappresentano anche i mattoni con cui fu edificata la Torre di San Martino della Battaglia, eretta anche grazie ai contributi e alla sottoscrizione popolare di quelle migliaia di famiglie di reduci delle battaglie risorgimentali”.

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