L'appuntamento con Acque e Terre propone una nuova produzione nata dalla precisa volontà di mantenere il ruolo del Festival non solo come contenitore di eventi, ma anche come produttore di cultura. Per questo motivo Acque e Terre ha affidato la messa in scena di Donne di terra ad Alessandro Mor ed Alessandro Quattro, in collaborazione con Teatro 19.
Ines, Teresa e Chiara sono tre donne appartenenti a tre diverse generazioni. Provengono dalla terra e ad essa sono attaccate come luogo di lavoro, di fatica, di vita e di appartenenza. Si tramandano un modo di vivere le proprie scelte subordinandole alla figura maschile, e si trovano ad un bivio: prendere in mano la propria vita, oppure lasciare che segua il lungo corso di delega e rinuncia a cui sono state abituate, lasciandosi portare da altri, anche lontano dalle proprie radici. Ines, la nonna contadina nata negli anni '30, forte, vitale, e accondiscendente alle decisioni altrui (sul matrimonio, sul sesso, sulla casa). Teresa, la mamma che durante il boom economico degli anni '60 cerca di realizzarsi nel nuovo lavoro in fabbrica, ma rinuncia al suo sogno per un matrimonio non veramente scelto. Chiara, la figlia degli anni '80, nata in campagna ma cresciuta in città, dove ha studiato e si è confrontata con realtà diverse, una ragazza alla ricerca di se stessa e di un lavoro, col desiderio nascosto di tornare a vivere in campagna.
Chiara, ormai rimasta sola, scoprirà che la cascina di famiglia è stata messa in vendita dallo zio a sua insaputa, e a insaputa delle altre donne, che compaiono come fantasmi evocati dalla sua immaginazione. Sarà quindi costretta a scegliere se accettare l'ennesima decisione presa dagli uomini o finalmente opporsi.
Donne di terra esplora il mondo contadino prendendo il punto di vista femminile, più segreto, da scoprire tra le pieghe del non detto, lasciando l'universo patriarcale sullo sfondo, presenza-assenza con cui il confronto è ineludibile.
Alessandro Mor e Alessandro Quattro hanno dichiarato: "Abbiamo preso ispirazione da libri di testimonianze di vita contadina (L'anello forte. La donna: storie di vita contadina di Nuto Revelli, Storie e racconti dal greto del fiume a cura di Ludovica Danieli e Marina Guarnieri), da romanzi (La masnà di Raffaella Romagnolo), da testi teatrali (Il giardino dei ciliegi e Tre sorelle di Anton Cechov) e da film (L'albero degli zoccoli di Ermanno Olmi, Novecento di Bernardo Bertolucci). Abbiamo lasciato scaturire gli eventi dai personaggi, lavorando sulle diverse fisicità, i diversi modi di parlare (con un progressivo sganciamento dal dialetto, la lingua della terra) e i diversi modi di vivere la condizione femminile, trovando un legame in un'identica forza di sopravvivenza, una forza vitale da scoprire e attivare dentro di sé, che porta avanti comunque, qualsiasi sia l'ostacolo o il sopruso. Abbiamo cercato di raccontare le emozioni e i sentimenti di queste donne scivolando dentro partiture fisiche che trasfigurassero il piano psicologico in movimento, trasformando in una danza il tentativo di affermare la propria libertà".
Alessandro Mor nasce a Brescia nel 1969. Si diploma nel 1993 alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano, diretta da Giorgio Strehler. Lavora in diversi spettacoli del Piccolo Teatro, tra cui Faust e I giganti della montagna per la regia di G. Strehler. Lavora poi con Marco Baliani (Le Antigoni della Terra), con Elio De Capitani e Ferdinando Bruni (Tango barbaro e Capodanno), con Claudio Collovà (Eredi, L'isola dell'esilio, La caduta degli angeli, La terra desolata, Woizeck, Artista da giovane), con Sara Poli (Ecco l'uomo, Il Bavaglio), con Nicola Bonazzi (Eden) e con Mario Perrotta (Misantropo). Dopo alcune esperienze laboratoriali di approccio alla danza con Carolyn Carlson, Michele Abbondanza e Antonella Bertoni approfondisce lo studio di questo linguaggio entrando a far parte della Compagnia Adriana Borriello (Tammorra, Kyrie, Animarrovescio, I cieli e la terra, Chi è devoto). Nel 2002, al Festival di Polverigi, debutta come regista - insieme ad Anna Dego - dello spettacolo Nododiamante, la cui tappa successiva è lo spettacolo Ostinato, presentato nel 2004 a Romaeuropadanza.
Alessandro Quattro nasce a Milano nel 1970, dove si diploma alla Civica Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi nel 1992. Completa la sua formazione con due borse di studio (Ecole des Maitres e Royal Court Theatre) a Parigi, Bruxelles e Londra, e con la laurea in lettere all'Università Statale di Milano. In teatro lavora con - tra gli altri - Marco Baliani, Thierry Salmon, Elio De Capitani e Ferdinando Bruni, Andrée Ruth Shammah, Antonio Latella, Fabio Sonzogni, Renzo Martinelli e Lorenzo Loris. Al cinema con Giuseppe Bertolucci (Il congedo del viaggiatore cerimonioso), Giovanni Maderna (Questo è il giardino), Saverio Costanzo (In memoria di me), Tom Tykwer (The International) e Gabriele Salvatores (come casting e acting coach per Educazione Siberiana). A partire dal 2004 realizza con Alessandro Mor gli spettacoli: La resurrezione del Larice da V. Salamov; Cul de Sac da G. Valzelli; L'elmo di Scipio da A. Rossato; Tre sorelle e Il Gabbiano da A. Cechov; Bruto da W. Shakespeare e Titanic da H.M. Enzensberger.
Lo spettacolo "Donne di Terra" sarà replicato mercoledì 4 luglio a Paitone e giovedì 12 luglio a Calvagese della Riviera.











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