Novecento mai visto: la seduzione dell'arte moderna a Santa Giulia

Da de Chirico a Cattelan, passando per Albers e il biondissimo Warhol. Al museo cittadino apre la mostra 'Novecento mai visto', con opere dai Civici Musei e dalla collezione Daimler Mercedes

L'attesa è finalmente terminata. Oggi si è aperto un periodo decisamente ricco per l'arte in città, e forse per l'intero Belpaese. In concomitanza con la fine dei restauri nel Capitolium, ha aperto l'importante mostra 'Novecento mai visto'. Dal 7 marzo al 30 giugno, gli antichi spazi del Museo di Santa Giulia offriranno al pubblico una raccolta di arte moderna tra le più originali degli ultimi quarant'anni.

Curata da Elena Lucchesi Ragni con Enrico de Pascale e Paolo Bolpagni, nella sezione 'Da de Chirico a Cattelan e oltre' propone una serie di dipinti di proprietà dei Civici Musei e non più esposti in modo organico dai primi anni Settanta. Dalle sorprendenti anticipazioni dell'astrattismo del bresciano Romolo Romani ai futuristi Dottori, Evola, Depero, Lega, dai De Chirico, Morandi, Sironi - arrivati ai musei della città con il lascito della famiglia Scalvini - alla straordinaria collezione messa insieme da Guglielmo Achille Cevellini, ricca di quanto di meglio e di nuovo proponeva l'arte italiana e internazionale, da Klein a Warhol, da Hartung a Mathieu, da Burri a Fontana.


Ad arricchire il percorso anche una seconda esposizione, allestita 'vis a vis' con la prima e denominata 'From Albers to Warhol to (now)', che accoglie la collezione Daimler Mercedes, per la prima volta esposta in Italia. Una mostra davvero entusiasmante, che affascina e invita i visitatori in un percorso fatto di luci al neon, spazi vuoti e installazioni che sembrano abitare nella curiosità stessa di chi li osserva.

Come l'orologio di Alicja Kwade, che nel suo doppio quadrante di vetro argentato fa del volto di ogni passante la misura stessa del tempo (ma non è forse l'uomo, nel suo passare, l'origine stessa del tempo?). O la Light Art di Raysse e Morellet, la cui monocromia luminosa sembra espandersi in un lago bianco fatto di silenzio. E, in mezzo a tutte queste luci che non si vedono, ma che fanno vedere, non poteva mancare il genio industriale di Andy Wahrol con le sue auto feticcio: la stella Mercedes che brilla sulla tela dell'artista-brand per eccellenza, mise en abyme metafora perfetta della società dello spettacolo.

"Un artista è uno che produce cose di cui la gente non ha bisogno ma che lui – per qualche ragione – pensa sia una buona idea dargli", amava ripetere il dandy col parrucchino, dalla ricca e mondana Manhattan. Ora, se volete vedere da vicino cosa ha voluto darci (sebbene non ne sentissimo la mancanza), assieme ai migliori artisti del Novecento, basta andare in via Musei al civico 81: l'indirizzo è quello del Museo Santa Giulia.

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