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Ferruccio Brugnaro a Moniga del Garda: «La poesia e la fabbrica»

Questa sera la Sala Consiliare ospita il poeta operaio del Petrolchimico di Marghera. Poesia di lotta e di passione, parole dure che denunciano i mali della società del profitto e del consumismo sfrenato. Dalle ore 20 e 30

Redazione 27 aprile 2012

La parola e la poesia come strumenti di lotta vera, la lotta operaia che si riappropria di quello che dovrebbe essere suo e tenta di intaccare l’ideologia dominante dalle mille storture, e dalle mille contraddizioni. Questa sera a Moniga del Garda un ospite che va oltre le canoniche definizioni, le semplici interpretazioni: alle 20 e 30 nella Sala Consiliare arriva Ferruccio Brugnaro, il poeta operaio.

“La lotta contro un’alienazione più sottile, propria della società attuale – ha scritto di lui Francesco Moisio – che la classe dominante vuole senza ideali, soffocata dal consumismo, in cui l’individuo vive senza storia. […] Come nella fabbrica semplici gesti potevano assumere il significato di affermazioni della resistenza dell’uomo agli ingranaggi stritolanti del potere del padronato, così è del poeta dire della lotta che milioni di uomini portano avanti ogni giorno, contro il dominio del capitale, contro il modello di società e di vita che questo dominio impone”.

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Il poeta del petrolchimico che anche il presidente della Commissione Cultura del piccolo paese gardesano, Igor Costanzo, non ha esitato a definire come “uno dei più grandi artisti viventi”. La sua storia come in un diario, un diario operaio in versi che esalta la lotta, e che denuncia il male della società del profitto. Con lo sguardo mai domo verso l’internazionalismo, la passione che si accompagna alla ragione.

Ferruccio Brugnaro
Moniga del Garda
poesia

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