Cresce il divario tra ricchi e poveri: il ceto medio è destinato a scomparire

L'editoriale

Continua a cresce il divario tra ricchi e poveri in Europa. A dirlo sono i dati Eurostat, che mettono l'Italia all'ultimo posto di questo processo: nel nostro paese, il 20% dei cittadini con i redditi più alti conta su entrate sei volte superiori a quelle del 20% più povero. Nessuno dei Paesi europei più popolosi fa peggio, finalmente abbiamo un record di cui vantarci.
Nulla di nuovo sotto il sole, è un processo in atto da oltre un ventennio in tutto il globo, uno dei tanti frutti amari del neoliberismo. Allargando lo sguardo, rapporto Oxfam alla mano, l'1% più ricco della popolazione mondiale detiene più ricchezza del restante 99%. Stiamo di fatto regredendo al Medioevo, con un "feudalesimo" di tipo finanziario.
In Europa si sta tornano indietro di decenni e la meta sarà un'economia di stampo statunitense. Smantellamento del welfare state, concorrenza privata senza limiti, piccole aziende destinate a scomparire sotto il peso di colossi multinazionali, delocalizzazione, bene pubblico privatizzato, creazione di enormi gruppi di fronte ai quali gli Stati non contano nulla (basti pensare al business dei Big Data o all'eCommerce Industry: Google e Amazon sono solo due esempi, giusto per capirci). 
Tutto questo porterà alla scomparsa della classe sociale che ha fatto la fortuna del vecchio continente nel secondo dopoguerra, il ceto medio, ma non a causa di qualche strano 'complotto' e di un badiale progetto più o meno oscuro: semplicemente, nell'attuale fase di sviluppo il capitalismo non sa che farsene nel ceto medio; non è più portatore e creatore di ricchezza, quindi non più necessario al profitto, l'alfa e l'omega della nostra economia.
Da una parte ci saranno allora poche migliaia di ultra-ricchi, dall'altra una moltitudine composta da miliardi di salariati, che nulla potranno contro il predominio in ogni ambito della finanza. Una struttura sociale strettamente gerarchica, con al vertice grandi feudatari rinchiusi nei loro lussuosi castelli e, tutt'intorno, il popolo che guarderà ammirato (e un po' invidioso) il fasto delle loro vite attraverso gli schermi di un cellulare. Ma fino a quando potrà durare?

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