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Edison: sì della Consob all'Opa, Pippo Ranci nuovo presidente di A2A

Pippo Ranci sarà il nuovo presidente del consiglio di sorveglianza di A2A. Incassato anche il disco verde della Consob dopo quello dell'Antitrust

redazione 4 maggio 2012

Pippo Ranci, primo presidente dell'authority dell'Energia, sarà il nuovo presidente del consiglio di sorveglianza di A2A. Un nome di peso, un "campione del mondo" nel campo dell'energia, l'ha definito Bruno Tabacci, assessore al Bilancio del Comune di Milano che, con quello di Brescia, ha depositato oggi la lista dei soci pubblici per il rinnovo dell'organo di indirizzo e controllo della multiutility.

Mentre i Comuni hanno alzato il velo sui nomi di 12 dei 15 futuri componenti del consiglio di A2A (il termine per il deposito delle liste scade domani, non si esclude una rosa di candidati anche da parte dei fondi), si compongono gli ultimi tasselli del riassetto di Edison: la Consob ha risposto in serata al secondo quesito presentato da Delmi ed Edf sull'opa, giudicando congruo il prezzo, rivisto al rialzo proprio su suggerimento della Commissione, di 0,895 euro ad azione. Gli extra costi per l'opa (circa 50 milioni in caso di adesione totale, la metà nel caso in cui la Tassara non aderisca) verranno divisi tra i soci francesi e quelli italiani.

Incassato anche il disco verde della Consob dopo quello dell'Antitrust, sabato si riuniranno i consigli di A2A, Delmi e probabilmente di Edison per ritoccare l'intesa raggiunta lo scorso 26 dicembre e rivista dopo la richiesta della Consob, a seguito di un primo quesito di Edf, di alzare il prezzo dell'opa. Delmi e A2A venderanno la loro quota del 30,6% di Edison a Edf a 0,895 euro, anziché a quello inizialmente pattuito di 0,84 euro. La differenza verrà girata a Edison in aggiunta ai 605 milioni già concordati per rilevare il 50% di Edipower.

Si chiuderà così il laborioso riassetto di Foro Buonaparte e A2A, assieme a Iren e agli altri soci Delmi potrà finalmente dedicarsi alla gestione dell'ex genco dell'Enel. Ad occuparsi di Edipower sarà il nuovo consiglio di sorveglianza di A2A.

Il Comune di Milano oltre che su Ranci - presidente dell'Autorità per l'energia dal 1996 al 2003 - ha candidato Marina Brogi (vice preside della Facoltà di Economia della Sapienza), l'avvocato Michaela Castelli (già dirigente di Borsa Italiana), il commercialista Marco Manzoli, il professore di diritto tributario della Cattolica, Marco Miccinesi, e il suo collega in Economia ed estimo Rurale, Stefano Pareglio.

Si tratta di nomi con profili professionali più spiccati di quelli indicati da Brescia dove, a parte il revisore dei conti e commercialista, Norberto Rosini, confermato assieme a Enrico Mattinzoli (presidente dell'Associazione Artigiani di Brescia e Provincia), prevalgono i profili 'politici' come quello di Fausto Di Mezza, assessore al Bilancio del Pdl, candidato alla vicepresidenza, di Angelo Zanotto, esponente dell'Udc, e dell'ingegnere Alessandro Berdini, consigliere provinciale Pdl. Chiude la lista bresciana, dove non figura neppure una donna, l'avvocato Andrea Mina.

L'indicazione di Di Mezza potrebbe prestarsi a contestazioni: il decreto legge 138 del 2011 vieta la nomina ad amministratori in società partecipate da enti locali di coloro che hanno ricoperto cariche pubbliche negli enti pubblici che detengono le quote. Proprio per cautelarsi il Comune di Brescia si è dotato di un parere legale del giurista Piergaetano Marchetti.

Al nuovo consiglio di sorveglianza, che verrà nominato dall'assemblea del prossimo 29 maggio e che dovrà scegliere il consiglio di gestione, toccherà risollevare le sorti di A2A, in caduta libera in borsa (-4,51% a 0,43 euro, nuovo minimo storico) sulle incertezze circa le strategie che adotterà una società gravata da un forte debito e uscita ammaccata dagli investimenti in Edison e in Montenegro.

(fonte: Ansa)

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