Dipendenti accusati di sabotaggio e licenziati, s’infiamma la protesta fuori dal magazzino

Tra domenica e lunedì, un folto presidio di lavoratori ha bloccato le vie d’accesso al magazzino logistico Penny Market di Desenzano per chiedere il reintegro degli 11 dipendenti lasciati a casa.

La protesta al magazzino logistico Penny Market

Non si ferma la protesta dei lavoratori del magazzino logistico Penny Market di Desenzano. Gli accordi raggiunti nel vertice in prefettura non soddisfano le richieste dei dipendenti iscritti al sindacato SìCobas. Dalla mezzanotte di domenica fino al pomeriggio di lunedì, una cinquantina di persone ha bloccato il transito dei mezzi pesanti diretti al magazzino. Un presidio, l’ennesimo, per chiedere il reintegro degli 11 lavoratori lasciati a casa e pure denunciati per sabotaggio dalla cooperativa Servizi associati, che da 4 anni gestisce lo stabilimento.    

Momenti di tensione

Ai dipendenti del magazzino desenzanese si sono aggiunti gruppi di lavoratori arrivati da Milano, Alessandria e Parma, e anche alcuni attivisti del Collettivo Gardesano Autonomo. Non sono mancati i momenti di tensione, quando due camion hanno provato a forzare il blocco per entrare nello stabilimento. Tutto si è risolto per il meglio (per fortuna) e grazie al lavoro della Digos e della Polizia di Stato che hanno monitorato la situazione. 

Le richieste dei lavoratori

Secondo la cooperativa, i dipendenti “da tempo compivano atti di sabotaggio della produzione”. Per il sindacato SìCobas le ragioni del licenziamento sono altre: gli operai sono stati lasciati a casa "per non aver rispettato i massacranti ritmi di lavoro imposti dall’azienda”; si legge in una nota.

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Le mediazioni trovate al termine dell’incontro avvenuto in prefettura -  il ritiro della denuncia e l’offerta di un’indennità economica agli 11 operai licenziati - non hanno quindi messo fine alle proteste. Della vicenda se ne parlerà ancora sabato: è stata indetta un’assemblea pubblica alla Casa dei Popoli di Desenzano.   

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