Al lavoro da più di 50 anni, il gruppo Colcom di Nave acquisito dai tedeschi

Affare fatto: il gruppo Colcom di Nave è stato acquisito dai tedeschi della Simonswerk GmbH. Nasce un colosso di settore da oltre 160 milioni di fatturato

Shopping tedesco in terra bresciana: ormai è ufficiale, l'azienda Colcom di Nave (in realtà già di proprietà di un fondo internazionale, Wise Equity) è stata acquisita dalla Simonswerk GmbH, storico marchio leader nel settore della fornitura di cerniere per porte di alta qualità, operativo da più di 130 anni e con oltre 600 dipendenti, e un fatturato vicino ai 130 milioni di euro.

Il gruppo Colcom

Fondata nel 1961 da Ezio e Sergio Collio, anche la Colcom nel suo piccolo ha fatto la storia. La sede è a Nave, il core business lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di cerniere ed elementi di fissaggio per porte in vetro. Nello specifico, Colcom è leader di mercato nel segmento delle cerniere idrauliche con chiusura automatica, un brevetto quasi unico al mondo.

Nel 2014 è stata acquisita dal fondo internazionale Wise Equity. Con la nuova proprietà, nel 2017 Colcom ha completato l'acquisizione dell'azienda francese Sadev, produttori di elementi di fissaggio per sistemi in vetro da esterno (facciate, parapetti, balaustre). Il gruppo Colcom ad oggi conta 135 dipendenti, un export che vale più della metà delle vendite (in più di 50 Paesi del mondo) e un fatturato di circa 27 milioni di euro.

L'affare Simonswerk

Dal punto di vista organizzativo, la nuova proprietà manterrà la figura di Gabriele Basile, Ceo di Colcom Group ormai da quattro anni. Simonswerk di recente ha già investito in Italia, acquisendo le quote di maggioranza della Anselmi & C. srl. 

“Stiamo proseguendo nella nostra espansione internazionale – ha detto Michael Meier, amministratore delegato – Il team e i prodotti di Colcom completano la nostra ampia offerta di cerniere per porte in vetro, e inoltre Sadev ci permette di ampliare la nostra gamma di prodotti”.

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Commenti (1)

  • Come quasi tutti gli acquirenti esteri comprano la tecnologia poi tra qualche anno trasferiscono all’estero dove il carico fiscale è inferiore , le colpe di tutte queste fughe di tecnologia Italica è del elevato carico fiscale nei confronti delle aziende Italiane...

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