Le tariffe delle baby sitter a Brescia

Le baby sitter si sa, talvolta rappresentando una voce importante nelle spese mensili di una famiglia. Il vantaggio che i genitori dichiarano comunque di apprezzare appoggiandosi ad una baby sitter è il rapporto one to one con il bambino, la riduzione di possibili malanni se il bimbo è piccolo (rispetto alla frequentazione di un asilo), l’estrema flessibilità da un punto di vista degli orari e dei giorni di collaborazione. Per non parlare delle esigenze last minute in caso di imprevisti

Quando si decide di iniziare a collaborare con una baby sitter, uno degli argomenti più delicati è il compenso. Sono molteplici variabili da considerare.

Prima di tutto quando: che tipo di competenze ha la baby sitter  e che tipo di attività viene richiesta? Una tata dalla lunga esperienza e con un diploma o laurea in discipline pedagogiche sarà autorizzata a richiedere una tariffa oraria maggiore rispetto ad una studentessa che lavora come tata per rimpolpare la paghetta dei genitori. Se poi la baby sitter deve far fare i compiti, occuparsi della spesa, stirare le cose dei bambini, portarli in giro in auto per frequentare le varie attività, allora nuovamente la tariffa può variare. E poi quando ci serve la baby sitter: durante il giorno, alla sera, per il dopo scuola; ogni giorno o occasionalmente? Secondo la direzione di Sitter Italia by Sitly, sito che dal 2013 mette in contatto le famiglie e le aspiranti Mary Poppins: «Ben il 45,51% dei genitori iscritti alla nostra piattaforma cerca baby sitter per una collaborazione diurna continuativa, tate a cui affidare i loro bambini in età prescolare; ma la richiesta di assistenza nel doposcuola è pari al 42,31%».

Altro aspetto è il numero dei bambini, senza dimenticare l’età: bimbi piccoli piccoli richiederanno maggiore responsabilità e attenzione rispetto ad un dodicenne (la cifra potrebbe variare del 10/15%). Sempre più importante la conoscenza delle lingue: molti genitori scelgono appositamente baby sitter bilingue o madrelingua straniera in modo che i figli possano iniziare ad avvicinarsi ad una nuova lingua. In tal caso i prezzi potrebbero salire leggermente, ma a fronte di un servizio corrispondente al proprio desiderio.

Secondo i dati raccolti da Sitter Italia by Sitly, le tariffe delle tate italiane sono comunque superiori rispetto alle medie degli altri Paesi Europei. 7,67 euro è la tariffa media oraria rilevata da Sitter Italia by Sitly, contro i 5, 5 euro e i 5,7 euro di Finlandia e Danimarca; in Olanda non si raggiunge i 7 euro. «La domanda di baby sitter delle famiglie italiane è più alta che in altre nazioni a causa dell’incongruenza diffusa tra impegni lavorativi dei genitori e vita famigliare. Chi può guardare i bimbi nelle ore in cui papà e mamma sono al lavoro? Se la domanda è alta, il costo cresce» ipotizzano da Sitter Italia by Sitly. 

Quali sono dunque le tariffe per le baby sitter della nostra zona e dintorni? Le tate di Brescia chiedono 7,91 euro l’ora, quelle di Verona 7,87 euro, di Cremona 7,85 euro, mentre le babysitter a Bergamo risultano più care con 8,05 euro.


 

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